ROMA - A lavoro solo con il Green Pass, come vorrebbe Confindustria? I sindacati convocati dal premier Draghi chiedono che sia una legge a introdurre l'obbligo. Purché "nessun lavoratore sia discriminato, né paghi con il licenziamento". Il governo però prende tempo. Difficile trovare un accordo politico sull'obbligo.

"Abbiamo ribadito che il Green Pass non non può diventare uno strumento che le imprese possono utilizzare per licenziare o demansionare i lavoratori", dice il leader Cgil Maurizio Landini. "Per noi non esiste nessun accordo sindacale - aggiunge - che possa sancire l'obbligo vaccinale, dal momento che quest'obbligo "può essere sancito solo da una legge".

Posizione condivisa anche dal leader Uil, Pierpaolo Bombardieri: "L'accordo sulla sicurezza del 2020, recepito poi da un decreto, può essere modificato solo da una legge. Se il governo vuole intervenire, questa è l'unica strada. Ma senza forzature, perché l'unico Paese al mondo che ha imposto l'obbligo vaccinale è l'Arabia Saudita: non proprio un modello per il Nuovo Rinascimento". Bombardieri ricorda poi che in ogni caso il Green Pass non consente di archiviare le misure di protezione dei lavoratori "come mascherine e distanziamento, che devono proseguire".

"Se il governo sulla base di dati scientifici e sanitari ritiene ci sia una fondata preoccupazione sulla ripartenza del Covid, nella sua autonomia può adottare una norma legislativa che valga non solo per i lavoratori ma per l'insieme delle persone e dei cittadini", aggiunge il segretario della Cisl Luigi Sbarra.
"Il Covid  si contrasta con una grande campagna di vaccinazione. Ragioniamo da subito per rafforzarla e migliorare i protocolli di sicurezza".