Italy

Guerra: «Non vedo rischi di altre chiusure totali. Ma gli italiani scarichino Immuni»

In Italia i casi aumentano, i reparti Covid riaprono, le terapie intensive si riempiono. L’epidemia sta sfuggendo di mano?
«No,è sotto controllo — conferma Ranieri Guerra, direttore aggiunto dell’Oms, membro del Comitato tecnico scientifico (Cts) — Non ci sono state esplosioni di casi, è una lenta risalita di persone positive che non porta per il momento a intasamenti in ospedale. Il sistema di monitoraggio dà la possibilità di controllare con precisione e tempestività la situazione e di capire se peggiora».

Basta?
«Tutte le riaperture sono state fatte a intervalli di 14 giorni, secondo i tempi di incubazione del virus e seguendo in maniera molto precisa le raccomandazioni dell’Oms, che non a caso porta l’Italia ad esempio di come si riesca a riportare sotto controllo una situazione difficilissima. Dopo ogni apertura segue la verifica dell’impatto sulla circolazione del virus e, se positiva, si va avanti. Ogni riapertura ha un rischio implicito. Ora aspettiamo i dati di quelle di scuole, nidi, università e pubblico impiego. Queste considerazioni hanno portato il Cts a considerare inopportuno per il momento il ritorno del pubblico negli stadi. Aspettiamo almeno metà-fine ottobre, anche considerando quello che sta accadendo in Spagna e in Francia».

Qual è l’arma più efficace?
«Individuare subito i focolai per evitare che raggiungano dimensioni tali da dover ricorrere a lockdown. Non credo proprio ci sia il rischio di chiusure totali, però gli italiani dovrebbero dare un’altra prova di collaborazione».

Quale?
«Scaricare l’app Immuni, la migliore in Europa, la più garantista per la privacy. Quando ordiniamo un pasto con internet o acquistiamo un oggetto online allora sì che siamo identificabili e non capisco come mai si debba aver paura di una App che aiuterebbe, invece, a contrastare l’epidemia, specie con l’arrivo dell’autunno che porterà con sé un inevitabile aumento di casi Covid confondibili con l’influenza ordinaria».

L’uso della mascherina all’aperto è sensato?
«Tecnicamente all’aperto non servirebbe, a meno di non trovarsi in luoghi confinati e affollati. La variabile però sono i comportamenti individuali, e non mi sento di criticare un amministratore che, conoscendo i propri concittadini, sa come proteggerli. La mascherina ha anche un valore simbolico di allerta».

Tamponi rapidi a scuola, sono utili?
«Sono uno strumento fondamentale perché permettono di intercettare subito i focolai e di procedere all’isolamento. Nel pieno della stagione influenzale sarà importantissimo poter distinguere rapidamente l’influenza dal Covid anche per non bloccare le classi».

La quarantena resta di 14 giorni?
«Si sta valutando la possibilità di ridurla a 10 giorni se un tampone successivo è negativo, ma per ora la raccomandazione rimane quella».

E l’isolamento?
«L’Italia ha scelto la strada più sicura: l’isolamento viene interrotto quando il secondo tampone è negativo. Questo però potrebbe cambiare se dovessimo avere un aumento di casi positivi e quindi difficoltà a eseguire tamponi in maniera tempestiva. Rimane sempre valido e utilizzabile il criterio clinico che l’Oms ha validato, 10 giorni dalla diagnosi più 3 di completa mancanza di sintomi».

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