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Guiglia, tornano i “quadri” giganti sull’erba

Sui prati di rocchetta Francesco Bondioli ha disegnato, decespugliatore alla mano, gli enormi cammelli «È stato un lavoro certosino e affascinante. Le piogge recenti mi hanno aiutato»

Guiglia. La “land art” è arrivata sui colli guigliesi, per la precisione nella frazione di Rocchetta. Letteralmente “arte della terra”, dove è il territorio naturale a farsi tela per la creazione umana: a sbizzarrirsi in questa forma d’arte è stato Francesco Bondioli.

LA SECONDA VOLTA. È il secondo anno che il pittore guigliese disegna capolavori sui campi del vicino di casa, che quest’anno ritraggono tre cammelli in marcia verso una palma. «La stagione non premetteva bene – racconta – è stato molto secco: l’erba non sembrava prestarsi a questo tipo d’arte. Per fortuna sono arrivate le piogge dell’ultimo mese, i campi hanno ripreso colore e vigore, sono tornate le condizioni giuste. I cammelli, animali del deserto, sono quindi simbolo della grande siccità di quest’anno, e più in generale dei tumultuosi cambiamenti climatici che stiamo conoscendo in questo periodo storico. Ci tengo molto a ringraziare Giuseppe Giacomozzi per la sua grande disponibilità, e per permettermi di lavorare questi campi, solitamente destinati al taglio d’erba per le mucche».



Nel 2020 l’artista Bondioli, alla suo primo esperimento su terra, si era cimentato nella realizzazione di una ragno al centro di una tela. «È un insetto molto rappresentativo di queste terre. Nei miei giri all’alba mi capitava spesso di vedere tanti ragni intenti a tessere fittissimi reticoli di tele tra i fili d’erba. È stata una gran fatica perché il terreno era leggermente in pendenza, con il tosaerba ci ho messo all’incirca 15 giorni. Per i cammelli invece è stato molto più semplice perché ero in una zona pianeggiante, e con il decespugliatore in 5-6 giorni ho finito l’opera».

COME SI FANNO. Ma come avviene il lavoro? «Faccio prima i disegni sulla carta, calcolando minuziosamente le misure e proporzionandole in scala. Sul terreno fisso dei picchetti collegandoli con le strisce di plastica, per ricavare a grandi linee la sagoma. Poi con il decespugliatore delineo i bordi, e l’erba tagliata la uso per fare i particolari, perché seccandosi cambia colore, risaltando sul resto del disegno. La tela del ragno dell’anno passato richiedeva una precisione geometrica più importante: partendo da un centro, mi sono servito di una corda di 50 metri, corrispondente al raggio del cerchio, ovvero un filo della tela. Per essere i primi due tentativi, sono molto contento dei risultati finali. In me è scattata una vera passione».

ARTISTA DELLA TERRA. Gli “artisti della terra” sanno bene che è questo il periodo giusto per dar vita alle creazioni. «Col freddo l’erba smette di crescere, e resta così quasi tutto l’inverno. In primavera è più complicato – spiega Bondioli – i contadini devono falciare il prato per dare il cibo alle mucche o devono concimare, e inoltre l’erba cresce velocemente: bisognerebbe ripassarlo ogni 15 giorni».

Bondioli è un artista poliedrico: dipinge, scolpisce, disegna sui campi. «Lo faccio per passione – sono sempre le sue parole – Ho iniziato da giovane per scommessa, facendo tutto da autodidatta. I miei quadri sono stati esposti a diverse mostre, e qualcuno l’ho pure venduto. Mi piace raffigurare le persone: bambini, donne, anziani, lavoratori, musicisti. Insomma, di tutti i tipi. Amo cogliere l’essenza del presente, dipingendo olio su tela le attività dei soggetti nella loro quotidianità».

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