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I microchip

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Foto di Cristian Ibarra da Pixabay

Un amico va ad acquistare un tosaerba, cerca un modello preciso e il rivenditore gli dice: “Lei è fortunato, perché di questo modello ne abbiamo ancora uno. Gli altri sono finiti e non si sa quando arriveranno”. Un’amica mi racconta di voler acquistare un modello preciso di lavatrice, ma non lo trova: esaurito ovunque, non si sa quando arriva. Parlo con un noto rivenditore di automobili e mi spiega: “Di solito abbiamo in casa 150 auto, adesso ne abbiamo solo 30: non se ne trovano!”.

E un imprenditore della zona che produce macchinari mi spiega di avere in casa diverse macchine quasi finite, ma ferme: non può venderle e non può fatturare”. Perchè sta accadendo tutto ciò? Perchè mancano i microchip che gestiscono la parte elettronica delle macchine, dall’aspirapolvere all’autogrù, e tantissime aziende hanno dovuto rallentare la produzione. Ed è un problema molto serio.

Ma perché accade tutto ciò? Dicono sia colpa della pandemia, ma non è vero. Ho parlato con un esperto del settore macchine edili (anche lì c’è il dramma microchip) e mi ha spiegato che, oltre a problemi legati ai trasporti, pare sia in atto una manovra della Cina: con la scusa della pandemia, fornirebbe meno chip all’occidente, dirottandoli alle aziende cinesi, così che queste possano invadere i mercati coi loro prodotti mentre gli altri sono in difficoltà. Per fortuna è una manovra che non può durare a lungo, ma, in attesa che finisca, dobbiamo tutti armarci di pazienza.

Piero Uboldi