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I Pooh D'Orazio e Facchinetti: "La nostra canzone per Bergamo"

Ci si chiedeva chi avrebbe scritto e pubblicato la prima Instant song sul tema del coronavirus, e non poteva che essere un artista bergamasco aiutato da un collega romano che ha eletto da anni la città lombarda come sua seconda casa. Roby Facchinetti e Stefano D'Orazio, già voce e tastiere e batteria dei Pooh, hanno scritto in tempi record rispettivamente la musica e le parole  di Rinascerò, rinascerai, dedicata alla città di Bergamo. I proventi delle vendite saranno devoluti all'ospedale bergamasco Papa Giovanni XXIII, e così sarà anche per tutti i diritti, d'autore e di edizione, che il brano potrà d'ora in poi produrre.  

Stefano D'Orazio, che vive a Roma ma è rientrato da Bergamo, dove possiede una casa, cinque giorni prima dell'esplosione dell'epidemia, racconta di aver risposto d'impeto al suo collega: "Roby mi ha chiamato alla fine della scorsa settimana, lui sta nell'occhio del ciclone, aveva visto come tutti in televisione le immagini della colonna di camion militari che portavano via le bare delle vittime del virus. Aveva trascorso ore al telefono cercando di consolare amici e parenti, molte delle vittime le conosceva personalmente, in tanti altri casi si trattava di familiari di suoi amici, Bergamo non è poi così grande, ci si conosce un po' tutti. Mi ha detto che quella notte gli era venuta questa musica e quando mi ha proposto di scrivere il testo non me lo sono fatto ripetere, ho detto subito che mi ci sarei messo al lavoro".  


  I Pooh D'Orazio e Facchinetti: "La nostra canzone per Bergamo"

Roby Facchinetti


Da "sorvegliato speciale", come si definisce, D'Orazio si è messo al lavoro nella sua casa all'ultimo piano di un palazzo in zona Clodio a due passi dalla Rai, "vedo l'antenna, sembra che le notizie me le lancino direttamente in salotto". A Roma, ma con il cuore e il pensiero a Bergamo: "Sono venuto via prima della catastrofe, qui ero e qui sono rimasto, ma Bergamo è la mia seconda casa, mi ha adottato e mi ha accolto, mi ha fatto vivere nel miglior modo possibile il mio lavoro, mi sono fatto altri amici lontano da casa per merito e per colpa del mio lavoro: è la mia seconda città anche se ora ci vado raramente".

  Il testo descrive un inferno dantesco e la speranza di uscirne, c'è anche un riferimento a Dante: "Rinascerò, rinascerai, quando tutto sarà finito, torneremo a riveder le stelle. La tempesta che ci travolge ci piega ma non ci spezzerà, siamo nati per combattere la sorte, ma ogni volta abbiamo sempre vinto noi, questi giorni cambieranno i nostri giorni ma stavolta impareremo un po' di più".  Fin qui canta Roby, poi tocca a Stefano: "Rinascerò, rinascerai, abbracciati da cieli grandi, torneremo a fidarci di Dio, nel silenzio si respira un'aria nuova ma mi fa paura questa mia città, siamo nati per combattere la sorte ma ogni volta abbiamo sempre vinto noi". Il pezzo avanza in modo tambureggiante, con grandi orchestrazioni e cori, una risposta ottimistica alla drammatica situazione che stiamo vivendo. D'Orazio parla di una lezione da imparare per il futuro: "Questo virus ci sta insegnando che sbagliamo ad essere superficiali o troppo convinti di essere superiori, invincibili, fino a pochi giorni fa in pochi credevano che potesse essere una cosa grave, abbiamo sempre avuto poca fiducia su chi ci governa, ma poi sono arrivati i decreti e anche i più restii si sono dovuti adeguare".

  Stefano D'Orazio era il secondo autore dei testi nei Pooh, accanto a Valerio Negrini: "C'era una ripartizione per talento, Negrini scriveva di più perché era più bravo, alcuni però me li mollava, mettevo in moto la mia indole ironica con finti testi che non venivano accettati, poi lo trasformavo nel testo vero e proprio, ne avrò scritti 300 e tra questi La donna del mio amico, Dove sono gli altri tre, Cinquanta primavere. Nella lista non c'è Chi fermerà la musica che oggi appare di scottante attualità, sembra esserci riuscito il coronavirus ma noi reagiamo con questa canzone e incrociamo le dita, trasformiamo questa detenzione casalinga in qualcosa di positivo". Oltre alla canzone c'è anche un video per Rinascerò, rinascerai realizzato a tempo di record con le foto di medici e infermieri, dei giocatori della squadra di calcio, e un Iban al quale si può donare per l'ospedale Giovanni XXIII.  

  Canzoni e video sono nati on line, scambiando i file attraverso la rete, ognuno ha registrato a casa sua le parti vocali e gli strumenti, da una parte le tastiere, dall'altra la batteria. Ma allora è possibile per i Pooh tornare a lavorare insieme, anche a distanza, e D'Orazio non sarà più costretto a fare il pendolare di lusso tra Roma e Bergamo: "Mi è piaciuto lavorare a distanza, mi ha ricordato quando facevo il doppio lavoro, il Pooh da una parte e il manager dall'altra, ci tengo a questo progetto. Ma chi ha voglia di tornare sul palco a 116 anni? Non scherziamo".