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I sindacati (LA LETTERA): ''Sciopero del pubblico impiego e stop agli straordinari e alle attività fuori orario dal 4 dicembre (quando inizia la maratona vaccinale)''

TRENTO. "I dipendenti pubblici trentini, sempre disponibili anche per fermare il Covid, sono costretti a scioperare". Una lettera firmata da Luigi Diaspro (Fp Cgil) e Cinzia Mazzacca (Flc Cgil), Giuseppe Pallanch (Cisl Fp) e Stefania Galli (Cisl scuola), Giuseppe Varagone (Uil Fpl), Maurizio Valentinotti (Fenalt), Cesare Hoffer (Nursing up) e Ennio Montefusco (Satos) per spiegare le ragioni di un profondo stato di agitazione di comparti e di categorie, ma anche per chiarire le motivazioni della sospensione delle relazioni con Apss e Provincia (Qui articolo).

"Siamo all'extrema ratio: il 16 dicembre sarà sciopero di tutti i lavoratori pubblici e dal 4 dicembre stop a straordinari e attività fuori dall'orario di lavoro ordinario. Un fatto enorme, gravissimo, mai visto prima nella storia della nostra autonomia, di cui il presidente Fugatti e la sua Giunta non potranno andare fieri. Tutto questo mentre imperversa di nuovo la pandemia, mentre c'è sempre più bisogno di servizio pubblico e mentre si continuano a chiedere sacrifici ai pubblici dipendenti".

Un disagio che affonda le radici prima della manifestazione del 26 ottobre scorso ma che si è acuito a seguito di quell'appuntamento (Qui articolo). "Il presidente Fugatti non ha trovato il tempo di ricevere i rappresentanti di migliaia di lavoratori in piazza: un segnale di distacco e poca attenzione nei loro confronti che conferma un atteggiamento di chiusura se non di vera e propria ostilità verso il sindacato".

Una presa di posizione decisa delle parti sociali che rischia di avere ripercussioni anche sulla maratona vaccinale trentina, prevista dalle 6 a mezzanotte da sabato 4 a mercoledì 8 dicembre con l'obiettivo di somministrare oltre 100 mila dosi di vaccini. "Decine di volte il presidente e la sua Giunta hanno lodato i dipendenti pubblici per l'impegno e risultati certificai da organismi nazionali e internazionali; adesso per l'ennesima volta li chiamano a uno sforzo eccezionale invocandone il senso di responsabilità. Come si può pretendere responsabilità da chi è allo stremo nelle corsie degli ospedali, nelle strutture di supporto, nei laboratori, nelle scuole, negli apparati pubblici senza mostrare alcun cambio di rotta per scelte politiche che mortificano, svalorizzano e depauperano un intero comparto rispetto al resto del Paese?".

C'è una forte insoddisfazione della componente sindacale per le risorse, ritenute fortemente insufficienti, stanziate tra il rinnovo del contratto 2022/24, l'una tantum per riconoscere gli arretrati del 2019/2021 e quanto destinato al protocollo di finanza locale sulla base dell'accordo con Cal.

"Il governo nazionale - spiegano le parti sociali nella lettera - sta rinnovando i contratti pubblici con aumenti medi del 4% e stanziando risorse per ordinamenti professionali, assunzioni, stabilizzazioni, carriere. Il Trentino, primo in Italia per qualità della pubblica amministrazione e da sempre esempio per il Paese, questa volta è ultimo. Le risorse ci sono ma i patti non vengono rispettati".

I sindacati che rappresentano i sindacati del pubblico impego, scuola, sanità e ricerca si rivolgono anche ai consiglieri provinciali. "Condividete questo malinteso senso di equità che diventa invece punitivo nei confronti di coloro ai quali oggi continuate a chiedere impegno, responsabilità e straordinari? E' questa la responsabilità che vorrete assumervi?", concludono Diaspro e Mazzacca, Pallanch e Galli, Varagone, Valentinotti, Hoffer e Montefusco.