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Il futuro di ortaggi e cereali è in semi resilienti a clima e bio

Milano, 19 ott. (askanews) – Un gesto antico per mettere a dimora i semi del nostro futuro, salvaguardare la biodiversità e garantire alle generazioni che verranno un sistema agroalimentare sostenibile e inclusivo. Con la giornata Seminare il futuro, giunta alla sua 11esima edizione, la catena del biologico NaturaSì racconta il suo impegno nello sviluppo di semi resilienti al clima e al progressivo inaridimento del suolo. Seminare il futuro, infatti, non è solo un giorno di festa ma è anche un impegno concreto tutto l’anno.

Fausto Jori, amministratore delegato NaturaSì

“Seminare il futuro come fondazione ha l’obiettivo molto chiaro: selezionare, rigenerare sementi sia nell’ambito cerealicolo che ortivo per l agricoltura biologica e biodinamica perchè non fanno uso di preparati di sintesi quindi è necessario avere sementi in grado di contrastare i cambiamenti climatici, avere grandi qualità organolettiche ma dall altra parte avere una buona resa”.

Dietro questo impegno c’è la volontà di contrastare l’impoverimento della biodiversità agricola: secondo la Fao negli ultimi 100 anni abbiamo perso il 75% delle specie vegetali soprattutto a causa di un numero sempre più ridotto di varietà coltivate su aree sempre più estese.

A questo occorre aggiungere che la produzione del 60% dei semi venduti in tutto il mondo è concentrata nelle mani di quattro grandi gruppi. Per questo la fondazione Seminare il futuro nei campi catalogo gestiti, sta selezionando e recuperando molte varietà di ortaggi, dalla Puglia alla Campania passando per Roma, Sicilia e Molise: “Da qualche anno stiamo lavorando anche sulle sementi ortive quindi gli ortaggi – ha spiegato – Nell’Italia stiamo lavorando per recuperare varietà antiche per rigenerarle, perché siamo convinti che lavorando su queste varietà riusciamo a rispettare e a contrastare anche i cambiamenti climatici ma contemporaneamente avere prodotto di alta qualità, molto buono e che abbia una resa compatibile col fatto che questi prodotti devono entrare poi anche nei nostri negozi”.

Sul fronte del grano duro, invece, la ricerca sulle varietà portata avanti nel campo-catalogo in provincia di Pisa, in collaborazione con le università, è a un livello più avanzato: “Nell’ambito del grano, selezionando da 300 varietà che abbiamo raccolto nel Mediterraneo, dopo anni di ricerca e di selezione, abbiamo raggiunto l’obiettivo di avere una varietà che registreremo quest’anno e sarà la prima varietà di seme libero partendo proprio dal presupposto che sia un grano per l’agricoltura biologica e biodinamica”.

Il biologico per sua natura necessita di varietà specifiche per le aree di produzione o selezionate in base alla pratica agroecologica, senza ricorrere alla chimica di sintesi. Di qui l’importanza delle sementi protagoniste della manifestazione Seminare il futuro che da ormai 11 anni si svolge nelle aziende agricole dell’ecosistema NaturaSì, un momento comunitario per la semina collettiva del grano che maturerà l estate prossima. Come ci racconta Marco Paravicini che a Bereguardo, nel Pavese, gestisce le Cascine Orsine: “Moltissime persone vengono in azienda e si dispongono lungo un campo per seminare lo stesso campo e poi verranno durante l’anno a vedere come la pianta cresce e alla fine verrà raccolta per finire nei nostri prodotti. Questo è un bellissimo messaggio e siamo molto felici di continuare anche quest’anno a veicolarlo a così tante persone”.