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Il nuovo sindaco porterà New York e la politica sulle montagne russe 

Tra qualche giorno New York avrà un nuovo sindaco, dopo gli otto anni dell’italoamericano Bill De Blasio. Il nuovo sindaco si chiama Eric Adams ed è un politico democratico, ma anche ex repubblicano negli anni di Giuliani, per certi versi e per certe frequentazioni più vicino a Trump che ad Alexandria Ocasio-Cortez. 

Adams non è stato ancora eletto, ma sarà certamente lui il successore di De Blasio, il sindaco più di sinistra degli ultimi trent’anni che però lo sostiene, così come lo sostiene anche Bloomberg. 

La sfida importante per Adams è stata quella delle primarie vinte a giugno con settemila voti di scarto. Il 2 novembre, invece, di fatto correrà da solo, senza avversari in grado di impensierirlo (l’ultimo sondaggio lo dà avanti di 40 punti percentuali sullo sfidante repubblicano). 

Il curriculum di Eric Adams è di quelli che lasciano ipotizzare un mandato da sindaco da montagne russe, l’opposto della misura istituzionale di Beppe Sala o di Roberto Gualtieri. Afroamericano, ex capitano della polizia NYPD ma noto per le critiche ai metodi ruvidi dei poliziotti, adesso promette di occuparsi soltanto di tre cose: reati, reati, reati. Con tanti saluti alle surreali richieste di mandare al lastrico i distretti di polizia.

Ex senatore statale di New York, uno Stato dove si fa politica con un pelo sullo stomaco lungo un chilometro, già guardia del corpo del predicatore nero e icona progressista Al Sharpton, nessuno sa dove vive. Lui dice di risiedere nel mini appartamento del figlio in città, ma non ci crede nessuno. Altri pensano che abiti in New Jersey, ma probabilmente è domiciliato nel suo ufficio da presidente della circoscrizione di Brooklyn, dove per legge però non potrebbe pernottare. 

Amico di milionari e di vip da pagine dei rotocalchi, Adams è sostenuto dai palazzinari di Manhattan ma anche dai sindacati e dalle comunità di base. L’editorial board del New York Times invita a votare per lui e lo ha fatto «entusiasticamente» anche il Post di Rupert Murdoch. 

Appoggiato da trumpiani e da democratici, militante per i diritti civili e frequentatore dei club più esclusivi della città, Adams non ha esplicitato nessuna soluzione tecnocratica alla Bloomberg ai problemi di New York né intende continuare con la retorica progressista del predecessore De Blasio. Sembra più orientato a occuparsi della cosa più popolare del momento (a Brooklyn ha messo nuove trappole per topi aromatizzate all’aceto) e ad agire narrativamente di conseguenza. Oggi la cosa più popolare a New York è quella della crescita delle microcriminalità e dell’eccessiva tassazione, entrambe d’ostacolo agli investimenti finanziari e immobiliari. 

La ricetta di Adams a tutti i problemi è quella del vecchio adagio “ma anche”, sconfiggere la criminalità ma anche l’aggressività dei poliziotti, attirare il business ma anche ridurre la povertà, il tutto superando le ideologie, il fervore militante e la protervia dei competenti. Si definisce un «moderato pragmatico», ma anche un «progressista della prima ora». Agli elettori dice più banalmente «io sono voi», mentre quando è stato ricevuto alla Casa Bianca dal Presidente, che naturalmente lo sostiene, si è autodefinito «il Biden di Brooklyn». 

Decifrare un politico che si nutre di così tante contraddizioni e della sua stessa mitomania è un’impresa impossibile, ma anche entusiasmante. Nessuno osa immaginare che cosa potrà fare a City Hall, o nella residenza Gracie Mansion sull‘East End avenue, ma sono tutti pronti a scommettere che Adams sarà il sindaco più rilevante degli ultimi decenni, anche perché per la prima volta il sindaco di New York si troverà a battagliare, per esempio sulla metropolitana, con un debolissimo governatore dello Stato, dopo le dimissioni di Andrew Cuomo. 

Adams rappresenterà la città più famosa al mondo assieme alla deputata Alexandria Ocasio-Cortez, che al contrario di lui è la quintessenza del politico militante progressista che non accetta compromessi. Un bel duetto, non c’è che dire. 

La pasionaria neomarxista che fa sempre la cosa giusta in favore di Instagram e l’ex poliziotto ed ex violatore seriale di norme e convenzioni. «Sono molti ex – ha ammesso Adams – sto cercando di capire chi sono adesso». Comunque vada, ci divertiremo.