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Il pasticcio dei déhors di Torino. Adesso le pratiche ​​​​​​​passano alle circoscrizioni

Qui andrà inserito il messaggio del Direttore, esempio:

"Chiunque ha il diritto alla libertà di opinione ed espressione; questo diritto include libertà a sostenere personali opinioni senza interferenze.... "

Maurizio Molinari ABBONATI A LA STAMPA

TORINO. Negozianti in attesa e circoscrizioni lasciate sole. Il nuovo regolamento per i dehors a Torino ha creato, oltre ai numerosi disagi - dopo i controlli a tappeto degli ultimi mesi che hanno costretto alla chiusura molte strutture del centro anche solo per piccole modifiche - un enorme problema gestionale da affrontare: chi autorizza i dehors stagionali? Prima dell’entrata in vigore del nuovo regolamento chi voleva offrire il servizio dehors - non un padiglione chiuso, ma una struttura aperta o anche solo tavoli, sedie e ombrellone - doveva presentare il progetto all’ufficio del suolo pubblico della propria Circoscrizione.

Che, controllata la documentazione, avrebbe girato la pratica ad una commissione tecnica per l’autorizzazione definitiva. Una commissione tecnica che non ci sarà più: sono direttamente le impiegate dell’ufficio del suolo pubblico, ora, ad autorizzare i progetti. Senza saper valutare, nella maggior parte dei casi, un progetto dal punto di vista tecnico. E dovendo prendersi la responsabilità delle proprie autorizzazioni. In casi estremi, anche penale.

Risultato? Uffici immobili e domande bloccate fino a nuovi ordini, con conseguenti ritardi per i negozianti che, dopo due mesi di nulla, solo dieci giorni fa hanno potuto ritirare i moduli per presentare il proprio progetto che non sanno quando e se verrà autorizzato: «Io spero di farcela entro fine marzo - racconta Pier Martinelli, titolare del Blanco in piazza Vittorio - Di queste cose lascio che si occupi uno specialista, perché capirci qualcosa è diventato impossibile. Quello che so è che se non ho i dehors, per l’estate faccio lavorare meno persone». I problemi, oltre ai singoli negozianti, ricadono inevitabilmente sulle circoscrizioni che saranno sovraccaricate di lavoro: «L’Ufficio del suolo pubblico si occupa anche di altre cose oltre ai dehors stagionali - ammette Massimo Guerrini, presidente della Circoscrizione 1, la più coinvolta insieme alla 8 - Prendiamo atto della decisione da parte dell’amministrazione di rimuovere le commissioni tecniche. Ma le mie impiegate, anche se competenti in merito, ora dovranno gestire una quantità di richieste fuori dall’ordinario». Oltretutto, col nuovo regolamento non basta la richiesta di rinnovo, ma l’iter è da rifare da capo per tutti: «Ho già chiesto del personale per questo carico di lavoro estremo».

Daniele Luetto, costruttore di dehors e autentico punto di riferimento in città, prevede problemi a lungo termine: «Se cambi regolamento non puoi, poi, togliere i tecnici che devono farlo rispettare. Il rischio è di autorizzare, in assoluta buona fede, dehors che poi al primo controllo dei vigili vanno modificati. Si può fare, certo, ma un negoziante che ha investito per farne uno e due giorni dopo deve rifarlo cosa dovrebbe pensare?». a. jol.

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