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Il sesso tra vigili in un container L’audio montaggio di 2 registrazioni

L’audio del sexygate che sta agitando da giorni il corpo dei vigili urbani potrebbe essere un assemblaggio di due diverse registrazioni fatte in diversi momenti di una stessa giornata. L’inchiesta in corso da parte del Comando dei vigili è indirizzata su una pista, quella del revenge porn (vendetta pornografica). Ci sarebbe un prima: quando la coppia, allontanatasi dall’auto di servizio, ha un attimo di intimità immortalato su nastro audio con una microspia nascosta in un oggetto o su un indumento indossato dalla donna. E ci sarebbe un dopo: quando un’abile manina aggiunge alla registrazione dell’amplesso le chiamate fatte in radio tra le pattuglie operative nella capitale durante la mattina del giorno del sexygate.

Una sommatoria di frammenti di quelle ore indispensabile all’autore del nastro per far sembrare che il vigile e la vigilessa, entrambi intorno ai quaranta, lui sposato, lei divorziata, stessero all’interno dell’auto di servizio con la radio accesa, così da poterli incastrare e denunciare. Dopo aver analizzato il file audio, si avanza adesso l’ipotesi dell’assemblaggio, difficile da realizzare ma non impossibile. I software oggi a disposizione infatti consentono un’operazione di questa natura.

Perché ordire una manovra così complicata? La risposta – dicono gli investigatori - potrebbe essere proprio nel desiderio di vendetta di un ex amante abbandonato, un classico caso di revenge porn. Chi sia l’autore però ancora non è stato accertato. Che ci fosse l’intenzione di cercare una vendetta è infatti dato per certo dal corpo dei vigili grazie a un dettaglio. Nella segnalazione anonima inviata al Comando, e poi in Procura, con tanto di chiavetta usb e nome dei protagonisti del rapporto sessuale, l’autore chiedeva che fosse data pubblicità mediatica al fatto. Ipotesi ovviamente scartata dai vigili urbani primi destinatari della segnalazione, ma che conferma l’intento vendicativo della macchinazione.

Si è intanto scoperto che la vigilessa, un anno fa, aveva denunciato un collega per essere stata molestata molto pesantemente. Il vigile, sotto indagine in Procura, è stato sospeso dal corpo. È lui la persona che ha architettato il complotto contro la coppia? È una delle ipotesi al vaglio degli inquirenti, che indagano per ora contro ignoti per installazione illegale di apparecchiature atte ad intercettare. Nessun nome infatti è stato ancora iscritto nel registro degli indagati. Non è escluso poi che sia più di una la persona coinvolta nel complotto. Qualcuno potrebbe aver messo la microspia tra gli oggetti della donna per conto di chi si sarebbe voluto vendicare, come ipotizzano i vigili. L’assemblaggio potrebbe essere stato fatto da un esperto. Il pm Luigi Fede ha avviato l’indagine in seguito all’esposto inviato la scorsa estate dai vigili su un presunto peculato d’uso dell’auto di servizio. Reato che però secondo gli investigatori (e anche secondo i vigili) non sarebbe in concreto configurabile, avendo avuto i due un rapporto fuori dalla macchina. Ma anche se lo avessero avuto in macchina difficilmente potrebbero essere accusati di peculato, secondo gli inquirenti.

Un salto indietro alla giornata dello scandalo, presumibilmente nella scorsa primavera, in pieno lockdown. Alcune pattuglie vengono spedite al mattino a fare una serie di controlli al River Village, campo nomadi dismesso da due anni. Le verifiche appurano che non c’è nulla di insolito. Il luogo è desolato. La coppia allora si allontana dal centro della scena ed entra in un container al riparo da occhi indiscreti. Lei è ignara di avere una microspia tra i suoi oggetti. Qui hanno il loro rapporto. Chi ha messo questa microspia, registra e, in un secondo momento, registra anche le chiamate che varie pattuglie si stanno scambiando via radio. Poi fa il montaggio. Passato qualche giorno, spedisce in forma anonima una busta con dentro la chiavetta usb contenente la registrazione ai vertici del Corpo di polizia locale di Roma e i nomi dei due protagonisti. I due vengono sentiti, e trasferiti. Tuttavia qualcosa comincia fin da subito a non tornare nella segnalazione. Chi ha montato il sexygate? Questo è il vero oggetto dell’inchiesta penale.

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