Italy

Il via libera atteso dal 27. Il Comune: rivolgetevi agli esercizi di vicinato. Confcommercio: bene, ma più comunicazione e Palazzo Marino rinunci a Imu, Tari e Cosap per i mesi di lockdown

Sono 12mila e sono appesi a quello che succederà tra il 27 e il 3 dicembre, quando Milano e la Lombardia potrebbero passare dalla zona rossa a quella arancione. Sono i negozi al dettaglio non alimentari che sono rimasti chiusi in questo lockdown: abbigliamento, casalinghi, arredamento e altre categorie commerciali tagliate fuori dalla seconda ondata della pandemia. Il nuovo Dpcm dovrebbe garantire la loro riapertura (ma quanti avranno la forza di riaprire?) in vista dello shopping natalizio ma chiaramente non può garantire la sicurezza degli incassi perché a far da padroni del mercato in questi tempi sono sempre di più le grandi catene di vendita online a partire da Amazon. Da qui l’appello del Comune con l’invito ai milanesi di rivolgersi ai negozi di quartiere. «Rivolgetevi ai negozi sotto casa, agli esercizi di vicinato — dice l’assessore alle Attività produttive, Cristina Tajani — e utilizzate la mappa online del Comune con gli esercizi che fanno consegna a domicilio. Non c’è solo Amazon che porta la merce a casa». A oggi, la mappa georeferenziata conta più di mille negozi ed è destinata ad allargarsi quando gli esercizi oggi chiusi potranno tirar su la serranda.

L’appello del Comune fa seguito a quello di pochi giorni fa di Confcommercio e dell’Unione del Commercio. Un video dove si invita la gente a comprare nei negozi di fiducia «per poter riaccendere le luci della città». Non è sufficiente per il segretario di Confcommercio, Marco Barbieri che rilancia la palla con due «provocazioni». La prima: «L’auspicio è che il Comune faccia seguire questo appello da una forte campagna di comunicazione perché i negozi di vicinato oltre a svolgere la loro funzione commerciale garantiscono una funzione sociale e rendono viva la città». Per quanto riguarda Amazon e affini, Barbieri ha un approccio laico. «Nessuno può mettere in dubbio che nel 2020 a guadagnare è stato l’online. Ma non siamo per contrapposizione tra consegna a domicilio e negozio in sede fissa. Siamo per la complementarietà, tanto che stiamo collaborando con il Comune per la mappa dei negozi che fanno consegne a casa».

La seconda provocazione riguarda fondi e ristori. «Il Comune a causa della pandemia sta vivendo delle difficoltà economiche — continua Barbieri —. La nostra proposta è: invece di fare bandi per dare contributi ai negozi, il Comune non chieda soldi. Non chieda l’Imu, la Tari, la Cosap, il canone di concessione per il tempo che i negozi sono rimasti chiusi durante il lockdown. Si rivalga sul Governo per le risorse mancanti. Lo dico perché i fondi destinati ai ristori sono pochi, hanno tempi lunghi e lasciano sempre fuori qualcuno». Barbieri propone una sorta di transazione: «Non è che i soldi me li chiedi tra sei mesi. Non li chiedi per i mesi di chiusura e per quelli successivi non chiedi 100, ma 50, perché è evidente che ci vorrà del tempo prima che si torni a una situazione di normalità. I ristori li dia il governo al Comune». Infine c’è il tema degli orari con la proposta di allungare l’apertura dei negozi fino alle 22 per evitare assembramenti e favorire più ingressi. Barbieri è pessimista. «Al di là dell’allungamento degli orari non ci saranno assembramenti. Per più di un motivo. Intanto il consumatore viene da un lungo periodo con stipendi ridotti e in molti casi dopo mesi di cassa integrazione. La crisi dei consumi è inevitabile. Inoltre i negozi restano aperti di sera se in giro c’è gente. E chi attrae la gente? I bar i ristoranti. Se questi sono chiusi le persone non escono e i negozi non hanno convenienza ad aprire».

Un quadro cupo, dove ognuno cerca di dare risposte che magari esistono già. Come alcune delle proposte della Commissione Bilancio del Municipio 9 a guida centrodestra. Tra i compiti autoassegnati c’è quello di favorire «la possibilità di utilizzare l’esterno dei negozi per esposizione e vendita merce, come avviene per i bar e ristoranti per compensare la ridotta capienza interna dei negozi a causa del virus». In realtà, questa possibilità esiste già ed è contenuta nella delibera del Comune che ha permesso di installare tavolini, ma anche espositori di merce all’esterno di bar, ristoranti e negozi. Così come sembra pleonastica la proposta valida per tutto il 2021 di «concordare una giornata alla settimana dove sarà possibile tenere aperto il proprio negozio fino ad orari molto più lunghi rispetto al normale. Tale iniziativa consentirà di favorire la ripresa della vita nei quartieri attraverso le vetrine illuminate dei negozi». La liberalizzazione degli esercizi commerciali targata Mario Monti prevede già questa possibilità. L’altra richiesta è quella di «abbattere» la Cosap con fondi destinati a coprire «la quota fino a luglio 2021» degli esercenti dei mercati e dei proprietari dei dehors e di dedicare spazi o piazze a turno per la promozione della merce dei negozi.

Football news:

Kovac su 2 assist Golovin: molto soddisfatto del suo gioco
Benteke può passare da Crystal Palace a West Bromwich
En-Nesiri-1 ° in 81 anni giocatore di Siviglia con una tripletta in 2 partite casalinghe della Liga di fila
Allenatore del Real Bettoni su 4:1 con Alavez: meritata vittoria. Zidane è molto soddisfatto del gioco
Benzema su 4:1 con Alaves: un buon gioco importante per la fiducia. Dopo una settimana difficile, il Real Madrid è andato sulla strada giusta
Cheltenham ha segnato Man City dopo l'out-nella migliore tradizione di Rory Delap. Lanciare la palla a 30 metri ha aiutato asciugamano
Benzema ha segnato 15 + gol in 10 delle 12 stagioni nel Real Madrid