Italy

"Il Viminale non ne sa nulla". Scontro sugli assistenti civici

È iniziata una nuova settimana e con essa ecco servito il nuovo ed ennesimo scontro nella maggioranza. Questa volta i giallorossi bisticciano tra di loro causa l’esercito dei 60mila assistenti civici che la Protezione Civile, in accordo con l’Associazione Nazionale Comuni Italiani), vuole arruolare per controllare il territorio italiano ed evitare gli assembramenti.

La misura, fortissimamente voluta dall’Anci e promossa dal ministro degli Affari regionali Francesco Boccia (del Pd), oltre a non piacere alle opposizioni, non piace neanche alle forze di governo. Il deputato dem Matteo Orfini, via Facebook, ha così criticato l’iniziativa: "Se apri i locali nei luoghi dove ci sono i locali le persone ci vanno. Se non vuoi che ci vadano o vuoi che ci vadano in numero limitato, organizzi prima afflusso, modalità e controlli. Non servono assistenti civici. Servono ministri che facciano i ministri e amministratori che facciano gli amministratori. Non una schiera di influencer che commentano indignati le foto del giorno".

La posizione di Orfini è stata condivisa, rilanciata e sposata in toto da un altro Matteo, Renzi. Che ha bollato il progetto dei 60mila ispettori come "una follia per avere visibilità". Il fondatore e leader di Italia Viva ha infatti scritto: "Come spesso accade la penso come Matteo". Per poi aggiungere, in riferimento a Boccia, la seguente considerazione: "Un ministro ha annunciato la creazione di un corpo di 60.000 assistenti civici. Boh, solo a me sembra una follia finalizzata ad avere visibilità?".

Al coro dei "no" si sono aggiunti anche il dem Gennaro Migliore, che su Twitter ha così affondato il colpo: "Assistenti civici Per cosa? Perché? Con quali compiti? Ma davvero dopo la bufala dei navigator dobbiamo subire anche questa sciocchezza?". Quindi anche il numero uno di Azione Carlo Calenda, che etichetta come "allucinante" la decisione di Boccia di dare il via libera al progetto degli assistenti civici.

Contrario anche il sindaco di Palermo Leoluca Orlando, dal momento che – dice – il provvedimento porta con sé il rischio di creare decine di migliaia di nuovi precari: "Si tratta di un’iniziativa che non può certamente andar bene per tutti i Comuni, soprattutto quelli che hanno migliaia di beneficiari del reddito di cittadinanza da poter impiegare in attività del tutto simili e molte altre". Dunque, il primo cittadino del capoluogo della Sicilia ha aggiunto: "A Palermo potremmo impiegare subito oltre 12 mila persone, un esercito ben più numeroso dei 500-600 ipotetici volontari civici. Probabilmente per alcuni comuni del Nord, dove il reddito di cittadinanza non è diffuso può essere una buona idea, ma non certamente nel Sud e in Sicilia in particolare, dove peraltro rischia di alimentare nuove aspettative e nuovo precariato".

Anche in casa Movimento 5 Stelle la misura non convince più di tanto. Ne è un esempio il sottosegretario grillino Gianluca Castaldi, che con un tweet prende così posizione: "La fuga in avanti di Francesco Boccia sui 60mila assistenti civici non mi convince. E non convince il M5s Per noi i cittadini devono controllare quello che fanno i politici, non quello che fanno altri cittadini: auspico passo indietro del ministro e confronto con tutta la maggioranza".

Le critiche dell’opposizione

Passando in rassegna le critiche delle forze all’opposizione, molto dura Giorgia Meloni: "Credo veramente che si stia esagerando. La deriva autoritaria alla quale stiamo assistendo sta assumendo contorni grotteschi ma non per questo meno pericolosa di ogni altra deriva liberticida. Al governo consiglio di non tirare troppo la corda perché gli italiani sono stanchi e arrabbiati". Alla leader di Fratelli d’Italia ha fatto eco il portavoce di Forza Italia Giorgio Mulè, che parla di "ennesima pagliacciata" del governo: "Ci mancavano gli 'ausiliari del Covid', la goffa Guardia Civica composta da assistenti civici reclutati tra cassa integrati e percettori del reddito di cittadinanza ai quali verrà richiesto di effettuare controlli anti contagio e di 'dimostrare senso civico'. Chiamiamo le cose con il loro nome: è l'ennesima pagliacciata di un governo che ritarda il futuro e insegue il presente".

Anche Matteo Salvini ha detto la sua, attaccando i giallorossi: "Che strana la sinistra italiana. Da sempre contro le ronde di cittadini disarmati per controllare parchi giochi e quartieri dove giocano i nostri figli, adesso con la scusa del virus inventa assistenti civici per controllare cosa fanno gli Italiani. Mi pare che si stia esagerando". Il segretario della Lega ha infine dichiarato: "Gli italiani hanno bisogno di fiducia, di sostegno economico e di lavoro, non di controllori, droni o ispettori alle calcagna".

Il Viminale: "Noi non consultati"

"No a compiti aggiuntivi per la polizia". Questo, di fatto, puntualizza il Viminale, commentando il bando per l'assunzione dei volontari impegnati a presidiare il territorio. Fonti del dicastero di Luciana Lamorgese, come registrato dall'Agi, hanno infatti fatto sapere che "le decisioni assunte, senza preventiva consultazione del ministero dell’Interno, per l’istituzione della figura degli assistenti civici in relazione alle misure di contrasto e di contenimento della pandemia Covid-19, non dovranno comportare compiti aggiuntivi per le prefetture e per le forze di polizia già quotidianamente impegnate nei controlli sul territorio". Insomma, il Viminale dice chiaro e tondo di non essere stato neanche consultato circa il progetto degli assistenti civici.

Alla fine, in serata, il governo ha dato l'ok al progetto degli "assistenti civici". Il via libera è arrivato in una riunione alla presenza del premier Conte e dei ministri Lamorgese, Boccia e Catalfo. L'iniziativa, spiegano fonti di governo, "si inserisce tra quelle assunte dalla Protezione civile". Questi soggetti non saranno "incaricati di pubblico servizio e la loro attività non avrà nulla a che vedere con le attività a cui sono preposte le forze di polizia".

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