Italy

In due giorni 30mila accessi a Gusti off a Gorizia

GORIZIA Piccola ma tignosa e caparbia. Come una squadra di provincia che vende cara la pelle.  “Gusti off”, versione pocket di “Gusti di frontiera”, attira tante, forse troppe persone. Non registra i numeri della manifestazione-madre, ovviamente, viste le entrate contingentate, ma il Comune organizzatore e la Polizia locale hanno calcolato almeno 30 mila accessi nelle prime due giornate. E si tratta di un calcolo sottostimato, frutto dei controlli dei Green pass e delle telecamere.

Gusti Off: buona la prima a Gorizia: il video della prima serata

E, venerdì notte, a più riprese sono stati chiusi i varchi d’accesso perché erano stati raggiunti i limiti massimi di capienza: 1.200 persone per l’area dei Giardini pubblici e di piazza Battisti, 1.500 per via Roma e piazza Vittoria. Si sono formate file. «Non si sono registrate problematiche particolari – spiega Marco Muzzatti, comandante dei vigili urbani –. La gente si è dimostrata paziente: qualcuno ha atteso senza batter ciglio aspettando la riapertura, qualcuno ha chiesto informazioni sulle tempistiche, qualcun altro ancora ha girato i tacchi e si è rivolto ai locali esterni all’area della festa per mangiare e bere».

Tutti erano dotati di Green pass, tranne uno che è stato respinto a un varco, lamentandosi con i vigili urbani per quella che gli è parsa una costrizione.

Ma venerdì sera è emerso anche un altro problema. Reale. Antipatico. All’area della festa, delimitata da transenne e fettucciati bianchi e rossi, non si accede solamente dai varchi. Perché è capitato, a più riprese, soprattutto nella zona dei Giardini pubblici che qualcuno, camminando nell’area “extra festa” (prevista per consentire ai residenti di raggiungere casa, gli amici o per fare una semplice passeggiata), accedesse a piazza Battisti semplicemente scavalcando o scansando il fettucciato. Come se nulla fosse, con grande naturalezza.

«Siamo consapevoli che questo è un problema – spiega il comandante Muzzatti – ma abbiamo potenziato i controlli in quella zona. È altrettanto vero che non possiamo essere ovunque dappertutto e qualcuno “scapperà” sempre all’interno dell’area della festa. Ma dipende molto anche delle persone: non potevano installare transenne in ogni angolo». Eppure, furbetti di “Gusti off” se ne sono visti a bizzeffe, magari anche sprovvisti del certificato verde. E problemi si sono verificati anche in via Crispi dove, per raggiungere il tabacchino, bisogna fare un lungo giro. «Ma non possiamo creare un corridoio umanitario tipo Onu per quell’attività», taglia corto Muzzatti.

Incidenti di percorso a parte, la soddisfazione è grande. «Stiamo riscontrando un alto gradimento verso la manifestazione – rimarcano il sindaco Rodolfo Ziberna e l’assessore ai Grandi eventi Arianna Bellan – oltre quello che ci aspettavano e il grande afflusso di gente è stato regolamentato adeguatamente. Certo, ci sono stati e ci saranno i soliti furbetti che, magari, transitano senza passare sempre dai varchi principali ma si tratta di situazioni limitate anche perché il servizio d’ordine è assolutamente adeguato, grazie anche alla Questura. Una grazie di cuore a tutte le forze dell’ordine».

Tanta gente, quindi, ed è indubbio che la gran parte degli operatori che ha creduto in Gusti off e ha voluto esser presente alla manifestazione oggi si “sfrega” le mani. Fra gli stand c’è chi, addirittura, nella seconda giornata, ha lavorato di più rispetto a Gusti di frontiera, al punto di dover chiudere l’accesso al chiosco in certi momenti. Sono senz’altro stati favoriti dal fatto che, essendoci un’offerta numerica limitata, sono stati presi d’assalto gli stand disponibili. «Siamo rimasti meravigliati dal fatto che più di qualcuno ci abbia detto incredibilmente di aver preferito questa versione di Gusti, più tranquilla, rispetto all’altra – concludono Ziberna e Bellan –. E questo, da una parte, ci ha fatto piacere perché significa che il senso della manifestazione è stato compreso ma, dall’altra, ci stimola ancora di più a lavorare per la prossima edizione di Gusti di frontiera che, speriamo, nel 2022 possa davvero riportare a Gorizia le cucine del mondo».

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