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In Italia, in quasi 9 casi su 10 il Covid-19 fu la causa diretta di morte

Il Covid-19 è stato direttamente responsabile della morte di quasi 9 persone su 10. A renderlo noto è un rapporto congiunto di Istat e Istituto superiore di sanità (Iss), che ha analizzato l'impatto del Sars-CoV-2 sulla mortalità. Così, la divisione tra "morti con" e "morti per" Covid, sempre sottolineata durante le conferenze stampa quotidiane nel periodo dell'emergenza, assume un altro contorno e la maggior parte dei decessi sembrano attribuili proprio al nuovo virus.

Il rapporto di Iss e Istat ha preso in considerazione un campione di 4.942 morti italiani, risultati positivi al test per il nuovo coronavirus. Nell'89% dei casi, la causa di morte è da attribuire direttamente al virus, anche se sovrapposto ad altri problemi di salute. Significa che 9 persone su 10, tra quelle ricoverate tra febbraio e maggio in ospedale e poi decedute, sono morte per il Covid-19 ed è probabile che le cose sarebbero andate diversamente se non avessero contratto l'infezione. Secondo gli autori, il Covid-19 può rivelarsi fatale anche da solo: "COVID-19 è una malattia che può rivelarsi fatale anche in assenza di concause- si legge nel rapporto- Non ci sono infatti concause di morte preesistenti a COVID-19 nel 28,2% dei decessi analizzati".

Nel restante 11% dei casi, invece, le cause del decesso sono state attribuite ad altre patologie, che sarebbero intervenute anche in assenza del nuovo coronavirus: il 4,6% a malattie cardiovascolari, il 2,4% ai tumori, l'1% alle malattie del sistema respiratorio, lo 0,6% al diabete, lo stesso numero alle demenze e lo 0,5% alle malattie dell'apparato digerente. In questi casi, però, il virus potrebbe aver accelerasso il processo già in atto, aggravando l'esito della malattia o limitando le possibilità di cure.

La quota delle vittime in cui Covid-19 è stato la causa diretta, varia in base all'età: nella classe 0-49 anni la percentuale si attesta sull'81%, ma aumenta nelle fasce d'età successive, gino ad arrivare al 92% tra i 60 e i 69 anni. I decessi senza concause, invece, sono pari al 18% nella fascia 0-49 anni. Il 71,8% dei decessi di persone positive al tampone ha almeno una concausa: il 31,3% ne ha una, il 26,8% due e il 13,7% ha tre o più concause. Le più frequenti sono state le cardiopatie ipertensive, intervenute nel 18% dei decessi, il diabete mellito (16%), le cardiopatie ischemiche (13%) e i tumori (12%).

Tra le complicanze causate dal Covid-19, invece, a portare alla morte sono state principalmente le polmoniti (79% dei casi) e l'insufficienza respiratoria (55%). Meno frequenti choc (6%), sindrome da distress respiratorio acuto ed edema polmonare (6%) e complicanze cardiache (3%).

Numeri che, ad oggi, non sono ancora del tutto precisi. "Probabilmente non tutti i morti attribuiti al virus sono legati a quello- ha spiegato al Corriere della Sera Graziano Onder, dipartimento malattie cardiovascolari e dell’invecchiamento Istituto Superiore di Sanità- quindi al numero totale dei decessi dovremmo togliere un 10% tenendo però conto però che molte vittime dell’epidemia sono sfuggite perché tra marzo e aprile, in piena emergenza, non a tutte è stato possibile fare il tampone".

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