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In Puglia sì alle visite ai pazienti Covid in terapia intensiva: “Nessuno deve più morire da solo”

In Puglia è stata approvata all'unanimità una proposta di legge per consentire le visite ai parenti ricoverati in terapia intensiva, in gravi condizioni, a causa del Coronavirus. E già oggi c’è stato il primo accesso di un familiare nella terapia intensiva Covid del Policlinico di Bari, con tuta, doppio guanto, mascherina Ffp3 e occhiali di protezione. Secondo quanto previsto dalla legge, il cui slogan è "Nessuno deve più morire da solo", i direttori dei reparti e delle Asl devono adottare con urgenza il “Documento di umanità e sicurezza di stabilimento” e consentire le visite in ospedale ai pazienti in fase di criticità clinica, in considerazione "del bisogno oggettivo particolare e delle straordinarie necessità di natura psicologica”. La Giunta regionale potrà dettare le modifiche operative per la semplificazione delle procedure. Le stesse regole si applicano anche agli ospiti delle strutture socio-assistenziali.

In aula le lettere dei figli che non hanno potuto salutare i papà ricoverati per Covid

"È una legge che parla al cuore e sono orgogliosa che il nostro Consiglio regionale sia stato il primo in Italia ad averla approvata”, ha detto la presidente del Consiglio regionale, Loredana Capone. "Non è un caso – ha aggiunto – che questa piccola rivoluzione di umanità parta dalla Puglia. Non lo è perché qui la prossimità non è un'ambizione ma una certezza, una carezza sull'anima che non si fa mai aspettare e che, in un momento così terribile come quello che viviamo, serve come il pane". "Hanno toccato – ha detto ancora la presidente del Consiglio regionale – le parole del consigliere Tutolo, firmatario della proposta di legge, che in Aula ha letto la lunga lettera di una delle tante figlie e figli che non hanno potuto dare l'ultimo saluto al proprio papà”.

Moglie visita il marito a Bari: "Lo sguardo e la carezza di una persona cara sono insostituibili"

Nella terapia intensiva Covid del Policlinico di Bari c’è stato già oggi il primo ingresso di un familiare di un ricoverato. Il coordinatore infermieristico del reparto ha assistito nella fase di vestizione la moglie di un paziente ricoverato, avendo cura che indossasse correttamente tutti i dispositivi di sicurezza. "Abbiamo voluto subito offrire l'opportunità di visita ai parenti dei pazienti Covid in fase critica che viene riconosciuta loro dalla legge regionale – ha detto il direttore generale Giovanni Migliore – . I nostri professionisti hanno sempre la massima cura per i tutti i pazienti ma il conforto psicologico che offrono lo sguardo e la carezza di una persona cara hanno un valore insostituibile”.

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