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Ingrid Escamilla, uccisa e mutilata dal compagno: in Messico choc per la pubblicazione delle foto del corpo e della scena del crimine

Ferocia. Donne trucidate. E media senza rispetto. La terribile storia di Ingrid Escamilla racchiude tutto questo: la ragazza di 25 anni è stata assassinata dal compagno e alcune foto dello scempio - comprese quelle del corpo - sono state pubblicate da media messicani.

Il delitto, atroce, è stato scoperto domenica in un appartamento di Città del Messico. Il corpo della donna presentava ferite da arma da taglio e mutilazioni orrende. Colpi inferti dal fidanzato dopo una lite. Il killer, un uomo di 47 anni, ha confessato e ha spiegato di aver cercato di nascondere le prove accanendosi sul cadavere. Un caso chiaro (in apparenza) nella sua brutalità, ma che ha avuto una coda. Alcuni media sono riusciti ad avere le immagini della scena del crimine e non hanno perso tempo a diffonderle provocando forti proteste.

Il presidente Obrador ha espresso parole di condanna, così come molte associazioni e la magistratura ha aperto un’inchiesta per scoprire chi ha passato le foto. Una mancanza di rispetto che si unisce alla rabbia per la violenza che ha intrappolato il Messico, tra faide e delitti non collegati al crimine organizzato. Quasi 34 mila vittime nell’ultimo anno. Quanto al femminicidio le statistiche riportano 1006 casi nel 2019 contro i 912 dell’anno precedente. Numeri ritenuti, però, non corretti, in quanto è probabile che gli episodi siano molti di più: negli ultimi cinque anni vi sarebbe stato un aumento del 137%. Quadro drammatico aggravato da un problema più generale dove l’impunità è alta e questo vale per chiunque cada sotto il tiro delle armi, pugnalato o strangolato. Uomini, donne e minori.

La vicenda di Ingrid ha portato ad una mobilitazione sui social con gli hashtag #ingridescamilla e #ingridescamillafotos. Tante le immagini con fiori, paesaggi e disegni in memoria della ragazza, molti gli appelli alla giustizia e gli inviti a non dimenticare quanto è avvenuto. Post di persone comuni, di artisti e di chiunque abbia provato dolore davanti ad un evento purtroppo non isolato.