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Innocenti batte tutti sul tempo verso le elezioni. Ecco i civici di “Torna Padova”

Domenica il battesimo di una lista fatta da giovani: pronto un documento. «Niente tessere, solo passione. Questa città può essere meglio di ciò che è»

PADOVA. I nuovi civici sono più delusi che disillusi. Non hanno tessere di partito e non hanno alle spalle esperienze nei palazzi di potere. Ma conoscono la politica e amano la città, così tanto da essersi convinti che le manchi soltanto una strategia per tirarsi fuori da una palude di compromessi e alleanze tenute insieme con lo scotch. Un anno fa erano i classici tre amici al bar, oggi sono più di cento.

Pensavano a un movimento (e l’avevano chiamato Patavina Libertas) e ora sono già lista civica, la prima ufficialmente in corsa per le prossime elezioni comunali. Il loro candidato sindaco ha 33 anni, un passato nel rugby Petrarca, un presente da dottorando alla Sapienza: studi politici, rapporti pubblico-privato. Si chiama Lorenzo Innocenti, ed è il figlio di Marzio, il presidente in carica della Fir, alla politica nel senso più stretto del termine si è affacciato solo come consulente nella commissione Moro e poi nella campagna elettorale di Bitonci, quattro anni fa. «Ma senza sposarne la causa, era lavoro», tiene a precisare.

Il suono e l’esortazione

La lista, che sarà battezzata domenica - nel giorno della festa del Santo - si chiama “Torna Padova”. «È un imperativo e un’invocazione», dice Innocenti, «sembra un neologismo. Ci piaceva il suono, ma anche la sua declinazione dialettale. Riassume il nostro pensiero: crediamo che Padova abbia tutto per essere una città fresca, giovane, viva. C’è l’università, c’è il Santo, c’è Giotto, mancano la convinzione di poter essere meglio di così e la capacità di vendersi. I nostri giovani migliori diventano bravi e se ne vanno».

La politica del fare

Il programma - undici pagine di cui ci sarà modo di parlare - parte proprio dalla ricerca di strategie. «Abbiamo capito che il sistema non si cambia facilmente, ma abbiamo molte idee per rendere più vivibile la città, a cominciare dal tema della mobilità che è fondamentale», dice Innocenti. «Pensiamo a una rivoluzione progressiva, che non pretenda l’immediato abbandono dell’auto». Proprio la «retorica della bici» - insieme all’abbraccio mortale con il Pd - è quello che li spinge a essere critici verso Coalizione Civica.

«Anche io vado in bici, ma loro hanno un’anima politica che non ci appartiene», insiste il candidato. «In ogni caso noi non siamo contro nessuno, l’unico avversario è l’individualismo. Vogliamo convincere la gente a esporsi, a partecipare. La politica è altra cosa dai partiti. Noi non vogliamo discutere di ideologie ma affrontare problemi concreti».

La campagna elettorale di Torna Padova comincia presto. «Ma non abbiamo niente da perdere, né paura di bruciarci. Vogliamo farci conoscere attraverso le azioni che faremo», annuncia Innocenti. «Sarà una campagna a impatto zero in cui ci racconteremo con azioni concrete, sostenibili. Il nostro linguaggio sarà il fare».

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