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Inter-Fiorentina 4-3:  Lukaku e D’Ambrosio, rimonta nerazzurra  Ribery incanta: la cronaca

L’Inter vince con il fiatone. Due gol negli ultimi cinque minuti spezzano la Fiorentina e vanificano le prodezze di Ribéry, campione eterno. Finisce 4-3 in una girandola di gol e di emozioni. I contiani non sono ancora pronti, ma hanno il coraggio del loro allenatore e non si arrendono mai. L’anti Juve annunciata va sotto due volte e due volte recupera: da 0-1 a 2-1, da 2-3 a 4-3. Segnare quattro gol alla difesa migliore post lockdown non è semplice anche se il tecnico nerazzurro deve trovare la quadratura del cerchio e risolvere diversi problemi: Eriksen fallisce un’altra prova, Perisic non incide, Brozovic sembra condizionato dalle voci di mercato. E la difesa, senza De Vrij e con Skriniar in panchina perché vicino alla cessione al Tottenham, è troppo ballerina. Ma l’anima è quella giusta.

L’inizio è choc per i nerazzurri, imprecisi e pasticcioni. La rete di Kouamé, dopo appena tre minuti, dà coraggio e energia ai viola, che fanno un pressing alto e sono abili nel recupero palla. La Fiorentina, con Amrabat davanti alla difesa, in contropiede costruisce e spreca molto. Kouamé, sempre lui, è neutralizzato due volte, la prima dall’uscita di Handanovic, la seconda dalla chiusura tempestiva di Young. Anche Milenkovic ci prova di testa.

L’Inter, con Hakimi in panchina e sulle fasce Young e Perisic, fatica perché Brozovic quasi si nasconde e Eriksen non trova mai né la giocata né la posizione tra le linee. La Var viene in soccorso di Calvarese, che aveva visto un rigore per un intervento di Caceres su Lautaro. La corsa al monitor cancella l’errore e anche l’ammonizione al difensore viola. Il pari nerazzurro arriva nel recupero del primo tempo e in contropiede: Lautaro con una magia strega Milenkovic, sino a quel momento perfetto e fa secco Dragowski dal limite. Da applausi nella circostanza il ribaltamento di fronte di Barella, il migliore sino all’intervallo, ma da segnalare anche Lukaku che, con il fisico, protegge la palla permettendo all’ex giocatore del Cagliari di avviare il contropiede.

Nella ripresa l’Inter completa il sorpasso, grazie alla determinazione del Toro scatenato e alla doppia deviazione di Amrabat e Ceccherini. Sembra fatta. Ma non lo è. Ribéry accende San Siro e regala due zuccherini ai giovani talenti viola, Castrovilli e Chiesa che nel giro di 6 minuti gelano San Siro. All’Inter tocca ricominciare. Conte capisce che è l’ora di Hakimi e Sensi. Poi anche di Vidal e Nainggolan e infine Sanchez. I cambi sono decisivi. L’Inter, alla fine, è un uragano. Sensi è l’uomo chiave, Lukaku e D’Ambrosio i cecchini. Alla Fiorentina restano i rimpianti. Iachini ha le sue responsabilità: togliere Chiesa per Lirola riduce di molto la possibilità di far male in contropiede.

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