Il sindaco di Roma Roberto Gualtieri ha vinto in tribunale contro Davide Casaleggio, il fondatore del Movimento 5 Stelle. Il giudice di Ivrea Marianna Tiseo ha archiviato la vicenda che vedeva Gualtieri denunciato per diffamazione dal capo della Casaleggio Associati. Una querela scaturita da una frase pronunciata proprio da Gualtieri nel corso di un dibattito televisivo. Era novembre 2016, vigilia del voto sul Referendum Costituzionale. Quella sera Roberto Gualtieri, all'epoca Parlamentare europeo per il Pd, era stato invitato ad un dibattito dal titolo «La Tribuna del Referendum» trasmesso da Rai News 24. E quel dibattito moderato dal giornalista Donato Benedicenti fu motivo di scontro proprio tra l'onorevole Roberto Gualtieri favorevole al Sì e l'onorevole Piernicola Pedicini del movimento 5 Stelle favorevole al No.

Ma a far scattare, qualche giorno dopo, la querela di Davide Casaleggio fu la frase pronunciata davanti alle telecamere Rai da Gualtieri: «Quel sistema che fa sì che importanti esponenti della Casaleggio Associati abbiano la loro casa pagata con i fondi dei gruppi parlamentari del Senato».

Per questa frase la procura di Ivrea aveva già chiesto l'archiviazione poi confermata, nei giorni scorsi, anche dal tribunale di Ivrea che ha accolto la difesa di Gualtieri rappresentata dagli avvocati Gianluca Luogo di Roma e Lorenzo Bianco di Ivrea.

Nel motivare l'archiviazione il gip di Ivrea scrive che «i membri del Parlamento non posso essere chiamati a rispondere delle opinioni espresse e dei voti dati nell'esercizio delle loro funzioni» rilevando che i deputati del Parlamento Europeo (e all'epoca Gualtieri lo era) godono, per poter esercitare liberamente la loro funzione, nonché a tutela dello stesso Parlamento, di garanzie analoghe a quelle dei parlamentari nazionali. E quella frase deve essere ritenuta espressione della funzione parlamentare e, pertanto, insindacabile alla luce dell'articolo 68 della Costituzione.