Italy

John Lennon, quell’8 dicembre un fanatico del Giovane Holden uccise il suo genio e la nostra innocenza

Quarant’anni fa la morte dell’ex Beatles, che un decennio dopo lo scioglimento dei Fab Four aveva trovato la sua strada. L’omicida, Mark Chapman, sparò 5 colpi alle spalle

di Luca Mastrantonio

Con l’omicidio di John Lennon il mondo perde non solo il genio di un grande musicista ma anche l’innocenza. La sua e la nostra. L’innocenza con cui si sogna, con cui gli artisti creano e i fan li ammirano, pensando vorrei essere come loro, poterli almeno incontrare, rubare un autografo, avere una foto, un ricordo assieme. Quella stessa innocenza per cui, se poi loro non sono come ce li si aspetta, si resta un po’ delusi, amareggiati. Lutti astratti, si superano facilmente con il tempo, la maturità. A patto però di avere tutte le rotelle della testa a posto. Altrimenti possono succedere cose brutte, come quello che ha fatto Mark Chapman, l’uomo che la sera dell’8 dicembre 1980, a New York, spara 5 colpi alle spalle di Lennon, ferendolo a morte. L’ex Beatles, nato a Liverpool il 9 ottobre 1940, aveva da poco compiuto 40 anni, ne erano trascorsi 10 dallo scioglimento dei fab four e lui aveva trovato la sua strada, era un’icona pop; New York la sua nuova casa, c’era meno pressione che in Inghilterra, e Nixon, che aveva avversato il suo pacifismo, non era più al potere.

Quanto poteva ancora dare alla musica
La pistola con cui venne assassinato John Lennon
La pistola con cui venne assassinato John Lennon

Dopo 5 anni di silenzio discografico era tornato con l’album Double fantasy firmato a quattro mani con Yoko Ono. Il singolo di lancio è (Just Like) Starting Over, e dentro ci sono perle come Watching the Wheels, che non sfigura accanto ai capolavori precedenti come Imagine, Jelous Guy, Mind Games, Istant Karma, Working Class Hero. Quanto poteva ancora dare alla musica John Lennon? Nessuno può dirlo, ma i colpi esplosi da Chapman bussano alla porta dell’infelicità di milioni di persone in tutto il mondo. Tra tutte le porte, una era più chiusa delle altre, quella di J. D. Salinger, l’autore del Giovane Holden, romanzo del 1951, testo sacro per ogni adolescente inquieto e sensibile. Un libro che può toccare nel profondo e fa venir voglia di chiamare l’autore per fare due chiacchiere: sono così i libri migliori, dice Holden. Peccato Salinger non risponda al telefono, si nega ai fan che fanno chilometri per chiedergli un autografo vicino a casa sua, a Cornish, nel New Hampshire, dove si è rifugiato scappando da New York e dalla notorietà. Cosa c’entra tutto questo con Lennon? Niente. Ma c’entra con il suo assassino, fin troppo.

Il killer che legge il romanzo

Chapman, dopo aver sparato al musicista, si siede sui gradini del Dakota, il lussuoso edificio vicino a Central Park, e si mette a leggere Il giovane Holden . Sul frontespizio ha scritto: «Questa è la mia dichiarazione», ha sottolineato «questa» e si è firmato Holden Caufield. Il portiere che ha soccorso il musicista gli chiede se sa cosa diavolo ha fatto e lui, tranquillo: «Sí, ho sparato a Lennon». E aspetta la polizia, quieto. Al processo si dichiara colpevole e spiega il suo gesto con le pagine del romanzo di Salinger, citando il brano da cui prende spunto il titolo originale del romanzo, The Catcher in the Rye, dove il protagonista salva i bambini che rischiano di cadere nel campo di segale. Pensava che l’omicidio di Lennon lo avrebbe trasformato in un Holden Caufield, un «quasi-salvatore» e «angelo custode». Allo psicologo racconta che immaginava di dover autografare copie del libro. La mente di Chapman è un labirinto oscuro che non avremmo dovuto frequentare se non avesse sacrificato, al suo centro, la vita di un artista che con la sua musica è parte della vita di chiunque ami la musica moderna.

Vittima di una padre violento e dei bulli

Nato in Texas nel 1955, vicino a Fort Worth, Chapman ha un padre violento, ex militare, che picchia la madre. Vessato a scuola, si crea un gruppo di amici immaginari che chiama il «Piccolo popolo». A 8 anni scopre la musica dei Beatles, ne diventa fan, fanatico; da adolescente prova delle droghe, infine trova rifugio tra gli evangelisti cristiani della Ymca (Young Man Christian Association). Da capo scout piace ai bambini, lo chiamavano Capitan Nemo, dal personaggio di Jules Verne. «Ne-mo, Ne-mo, Ne-mo!» lo acclamano, sono amici veri, non sono immaginari. Un amico con cui suona nei circuiti cristiani gli consiglia Il giovane Holden, che diventa la sua nuova ossessione, in particolare la battaglia contro gli ipocriti, i falsi, i «phony» come dice Holden. Quando Lennon dichiara che «oggi i Beatles sono più famosi di Gesù Cristo» Chapman va in crisi, la nuova fede e il vecchio culto fanno cortocircuito. A chi credere? Trova la sua risposta in One day at a time di Anthony Fawcett, dove legge che l’icona del pacifismo e dell’uguaglianza fa la vita milionaria a New York. È un ipocrita, pensa, è un falso, uno di quelli — si convince — che al giovane Holden verrebbe voglia di far fuori.

Ipocrita e falso, «il phony deve morire»

Chapman intanto si è trasferito a Honolulu, nelle Hawaii, con la moglie nippo-americana, Gloria Abe, sposata nel 1979, lo stesso anno delle nozze tra Lennon e Ono. L’aveva conosciuta per un viaggio ispirato al film Il giro del mondo in 80 giorni. Una notte la moglie si sveglia e lo sente ascoltare una canzone dei Beatles e cambiare il testo in frasi come «The phony must die, says the Catcher in the Rye» o «Imagine John Lennon is dead». Ci sono problemi anche al lavoro. Lascia l’ospedale che l’aveva assunto, dopo averlo avuto in cura, per depressione, a seguito di un tentato suicidio. Fa un corso per guardia giurata, armata, e prende servizio presso un complesso di lusso. Quando legge su un giornale che Lennon è tornato a incidere un disco, decide che è il momento di agire. Si licenzia, firmandosi sul registro delle uscite non «Chappy» ma «John Lennon», compra una calibro 38 con 5 colpi e prende un volo per New York, fa il primo sopralluogo. Poi, torna agli inizi di dicembre, tre giorni che sono un tour holdeniano, ricostruito nel film Chapter 27 di Jarrett Schaefer, con Jared Leto nei panni del fan assassino: i capitoli del romanzo sono 26, il 27mo è il finale macabro di Chapman.

Il finto tecnico del suono e il vero fan

Il primo giorno gira in taxi, si spaccia per tecnico del suono che sta tornando da una sessione con Lennon e McCartney, di nuovo assieme inventa. Prende una stanza in una struttura Ymca, fa un giro e compra una copia di Double Fantasy. Il giorno dopo, va allo Sheraton. Fa un sopralluogo al Dakota, poi compra il numero di dicembre di Playboy con un’intervista a John e Yoko. Chapman chiama una ragazza squillo, con cui si limita a parlare, non consuma. L’8 dicembre si sveglia e ascolta Todd Rundgren, il suo nuovo cantante preferito, apre la Bibbia dell’hotel e aggiunge al titolo The Gospel of John il cognome «Lennon». Esce dall’hotel con il disco e la pistola, compra per strada una copia nuova del Giovane Holden e va al Dakota. Di fronte al palazzo dove Roman Polanski aveva girato gli esterni di Rosemary’s baby (1968), fa due chiacchiere con Paul Goresh, un fan di Lennon con l’hobby della fotografia.

La pietà per il figlio della star

Vede il figlio di Lennon. «Era il ragazzino più carino che avessi mai visto — racconterà al reporter Jim Gaines —. Non mi è venuto in mente che stavo per uccidere il padre di questo povero ragazzo e che non avrebbe avuto un padre per il resto della sua vita. Io amo i bambini. Sono il Catcher in the Rye». Quando Lennon esce, per raggiungere Yoko Ono sulla limousine che li porterà agli studi di registrazione, Mark ha la pistola nella tasca e gli si avvicina con la penna e il disco in mano, per un autografo; il musicista scrive «John Lennon, December 1980». Poi aggiunge: «Is that all you want?» Silenzio. Paul scatta la foto che ritrae Lennon e il suo futuro assassino. Dopo circa tre ore, alle 10 e 45 di sera, torna la limousine bianca. Scendono Yoko e John, Chapman lo segue, lo chiama per nome, «Mr Lennon», ma John non fa in tempo a voltarsi.

La canzoni che parve una premonizione

La notizia della morte spinge l’album Double fantasy nelle classifiche. Nel 1988 esce John Lennon Anthology, dove compare la canzone che Lennon aveva scritto per Ringo, anche lui classe 1980: Life begins at 40. Il ritornello ha l’ironia di Lennon, ma risuona macabro, dopo quell’8 dicembre: «They say life begins at forty / Age is just a state of mind / If all that’s true / You know that I’ve been dead for thirty-nine». Nel 1992 il best-seller Let Me Take You Down, viaggio nella mente di Chapman scritto dal giornalista Jack Jones, dona nuova notorietà a Chapman, il perfetto Signor Nessuno diventato famoso uccidendo una star. Larry King lo intervista per il Live Weekend sulla Cnn, si parla ancora del giovane Holden, e King si chiede chissà cosa ne pensa Salinger. Nessuno lo sa, ma John Guare, autore di Sei gradi di separazione, nel documentario Salinger. La guerra privata di uno scrittore (2014, di Salerno e Shields), riferendosi agli emuli di Chapman, azzarda: «Se una persona usasse qualcosa che ho scritto per giustificare un omicidio, direi: “Mio Dio, la gente è pazza”. Ma se fossero tre persone a usare ciò che ho scritto come scusa, ne sarei turbato».

Un autografo da 525 mila dollari prima di morire

Nel 2003 la copia di Double fantasy autografata da Lennon, invano reclamata da Chapman, viene venduta per 525mila dollari, un record. Nel 2010 muore Salinger, famoso e recluso come nessun altro scrittore. Chapman oggi è in carcere. Nel 2020 gli è stata negata la libertà condizionata, cui Yoko Ono è contraria, per l’undicesima volta. I primi 30 anni li ha passati nella prigione di Attica (New York), dove nel ‘71 una rivolta dei detenuti fu repressa nel sangue. Contro quella violenza, John e Yoko scrissero Attica Stat e, nell’album del ‘72 Some Time in New York City.

Football news:

Arteta su Озиле: è Sempre triste quando se ne va una figura
Alabama passerà al Real Estate. Il contratto per 4 anni concordato, lo stipendio-circa 11 milioni di euro (Marca)
Stefano Pioli: in tabella vedremo in aprile. Per Milano, ogni partita è la più importante
Zlatan Ibrahimovic: insieme a Manjukic terrorizzeremo i rivali di Milano. Ha firmato un contratto
Milano ha segnato 43 punti in 18 turni-il miglior risultato con la stagione 2003/04. Poi il club è diventato campione
Obameyang ha fatto un doppio nella partita di APL per la prima volta in stagione. L'attaccante Pierre-Emerick Obameyang di Londra ha segnato il primo assist per L'Arsenal
Il Chelsea vuole comprare Holand in estate ed è pronto a battere il suo record di trasferimento (the Athletic)