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Juventus-Sampdoria 3-0: Kulusevski subito decisivo, poi Bonucci e Ronaldo. Buona la prima per Pirlo

Non è una Juve scintillante, ma ha un’anima, un’identità e un’idea di gioco. Siamo solo all’inizio e sarebbe sbagliato avventurarsi in giudizi definitivi su Pirlo, che in campo ci ha fatto innamorare ma in panchina, al debutto assoluto, deve superare esami più probanti della tenera Sampdoria. Però intanto dà scacco matto a un marpione come Ranieri, 400 panchine di A e oltre un migliaio in giro per l’Europa. Il flemmatico Andrea, sempre in piedi, supera il primo esame senza patemi. La caccia al decimo scudetto di fila comincia con un comodo 3-0 e tante buone indicazioni: robustezza difensiva, convinzione (che con Sarri non c’era), recupero palla alto con bella aggressività. Il resto verrà. E si vedrà. Roma e Napoli, alle prossime due, chiariranno meglio la forza della regina. In attesa di Dzeko, ci pensa Kulusevski, il migliore per distacco, a mettere la partita in discesa. Bonucci e Ronaldo dilagano nel finale.

La prima Juve del giovane allenatore è subito un piccolo concentrato di sorprese: sulla fascia sinistra gioca Gianluca Frabotta della Under 23, una sola presenza nella scorsa stagione, il segnale che alla regina non manca solo un centravanti, ma anche un esterno difensivo (Luca Pellegrini è sul mercato con destinazione Genoa e De Sciglio non convince del tutto). In mezzo al campo l’americano McKennie spinge in panchina Bentancur mentre Ramsey ha il compito di accompagnare Ronaldo e Kulusevski verso la porta di Audero. Ranieri, invece, all’inizio rinuncia a Quagliarella nel tentativo di fare densità a centrocampo. Tutto inutile, però. La Juve è padrona della partita. Kulusevski la sblocca nel primo quarto d’ora e Ronaldo va vicino al raddoppio due volte nel giro di dieci minuti: prima fa tremare la traversa, poi sfiora il palo alla sinistra di Audero con un piatto al volo da distanza ravvicinata.

La nuova Juve, alla prima seria partita e con sulle gambe solo il test con il Novara, è interessante: difende a quattro, ma attacca con tanti uomini, alternando il fraseggio alla verticalizzazione improvvisa e cercando l’ampiezza sfruttando le corsie. McKennie ha forza e i tempi giusti per l’inserimento offensivo, Ramsey innesca Ronaldo sia nell’occasione della traversa sia sul gol. Manca il regista per scelta e spesso è Bonucci a avviare l’azione da dietro.

La Samp parte forte, ma dura novanta secondi in cui i bianconeri non riescono a uscire dalla propria area, poi si ripiega su se stessa e nel primo tempo lascia completamente l’iniziativa ai bianconeri. Ranieri rivolta la squadra dopo l’intervallo, inserendo Ramirez e Quagliarella per dare consistenza all’attacco e Yoshida in difesa per l’ammonito Tonelli. Una Samp decisamente più sbilanciata in avanti.

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