Italy

L’addio di Alessandro Vandelli:«Lascio una Bper più forte e solida»

l’intervista

di Stefano Righi

Alessandro Vandelli, 62 anni, modenese, sposato, tre figli. entrato in Bper nel 1984. Negli ultimi sette anni stato amministratore delegato
Alessandro Vandelli, 62 anni, modenese, sposato, tre figli. entrato in Bper nel 1984. Negli ultimi sette anni stato amministratore delegato

Dopo sette anni al vertice e 37 in banca, dopodomani, mercoled 21 aprile, l’assemblea dei soci di Bper Banca non confermer l’incarico all’amministratore delegato Alessandro Vandelli, l’autore della trasformazione della Popolare dell’Emilia-Romagna in uno dei tre grandi player italiani, alle spalle delle due big Intesa Sanpaolo e Unicredit.

Vandelli, in una precedente intervista, lei disse che l’operazione Intesa-Ubi, a valle della quale Bper acquisisce oltre 600 sportelli, era da fare assolutamente. Ne ancora convinto?

Certo, oggi pi di prima. Per Bper una svolta storica, resa possibile solo grazie all’impegno di tante persone, che tra l’altro hanno lavorato in un periodo di piena emergenza sanitaria. Per completare l’operazione mancano ancora una trentina di filiali, che acquisiremo da Intesa Sanpaolo entro giugno. un’operazione complessa, certo, ma ne ricaveremo benefici straordinari per dimensione, qualit degli asset e posizionamento strategico. Un dato per tutti: Bper passa da 90 miliardi di attivo a 125-130 miliardi. Ricordo che l’attivo era di circa 60 miliardi nel 2014.

La vostra ipotizzata fusione con Ubi, eravate veramente a un passo?

Victor Massiah, fino al 2020 amministratore delegato del gruppo Ubi
Victor Massiah, fino al 2020 amministratore delegato del gruppo Ubi

Non sarebbe corretto dirlo. Negli ultimi mesi del 2019 mi sono incontrato alcune volte con l’amministratore delegato di Ubi, per conoscerci meglio e iniziare a comprendere i numeri delle due banche. Era emersa qualche sintonia, poi a inizio dicembre i contatti si sono interrotti e Ubi ha annunciato un piano industriale stand alone. Credo, in ogni caso, che le due banche fossero espressione di realt azionarie variegate e diverse tra loro: un’ipotesi di fusione avrebbe richiesto molti approfondimenti.

La modifica dello Statuto le costata il posto.

Abbiamo avviato lo scorso anno e completato a gennaio 2021 un cambiamento profondo nella governance del gruppo, modificando le norme dello Statuto che regolano l’elezione del consiglio di amministrazione. Lo abbiamo fatto tenendo conto di una struttura azionaria peculiare, che in sostanza si basa su tre poli: gruppo Unipol, Fondazione di Sardegna e investitori istituzionali. La modifica ha escluso la possibilit di presentare al voto in assemblea una lista espressione del cda uscente, mettendo cos nelle mani dei soci ogni decisione relativa ai nuovi amministratori. stata una scelta coerente con il nostro percorso, che non ha guardato a interessi personali, ma al migliore assetto per la banca.

Vuol farci credere di esser felice per come andata?

Carlo Messina, amministratore delegato di Intesa Sanpaolo: il 17 febbraio 2020 lanci un’opa su Ubi
Carlo Messina, amministratore delegato di Intesa Sanpaolo: il 17 febbraio 2020 lanci un’opa su Ubi

Non posso dire di essere felice. Ma sono sereno e ho la convinzione di avere ben operato. Credo che il lavoro di questi anni abbia favorito progressi molto rilevanti: oggi il gruppo Bper in piena salute. Se mi volto indietro, vedo questa integrazione degli sportelli ex Ubi ed ex Intesa come il completamento di un disegno strategico e il termine di un percorso. Credo di avere fatto ci che era giusto per Bper: siamo cresciuti, siamo credibili, siamo maturati come soggetto di mercato. E soprattutto possiamo contribuire alla crescita dei territori in cui operiamo.

C’ chi sostiene che i suoi rapporti con l’azionista Unipol non fossero ideali. cos?

Carlo Cimbri, amministratore delegato del gruppo Unipol assicurazioni, primo azionista di Bper con il 20 per cento del capitale
Carlo Cimbri, amministratore delegato del gruppo Unipol assicurazioni, primo azionista di Bper con il 20 per cento del capitale

Il mio rapporto con l’azionista di riferimento si sempre sviluppato in maniera lineare e positiva. Sono convinto che aver potuto contare in questi anni sul sostegno convinto di un nucleo coeso di azionisti, tra cui certamente il gruppo Unipol, ma anche Fondazione di Sardegna, che oggi controllano circa il 30 per cento del capitale, sia stato un punto di forza e un vantaggio strategico importante.

Il suo un percorso del tutto interno. Quando entrato in Bper?

Pietro Ferrari, presidente di Bper. Anche lui concluder il suo mandato il 21 aprile 2021
Pietro Ferrari, presidente di Bper. Anche lui concluder il suo mandato il 21 aprile 2021

Subito dopo la laurea in Economia a Modena. Era il 1984, avevo 25 anni, sono stato uno dei primi laureati assunti in quella che allora si chiamava Banca Popolare dell’Emilia. Venni assegnato all’Ufficio Estero e dopo tre mesi arriv la svolta: entrai in Direzione crediti come analista di bilancio. Qualche anno dopo avviai il nucleo di finanza aziendale della banca, poi nel tempo sono arrivati gli altri incarichi: la responsabilit del servizio partecipazioni e progetti speciali, la direzione generale del Banco di Sardegna, il ruolo di vice direttore generale e Cfo, infine la nomina ad amministratore delegato nell’aprile 2014. Devo molto a tanti colleghi e, in particolare, a tre presidenti: Guido Leoni che mi ha fatto crescere, Ettore Caselli che mi ha voluto alla guida della banca, Pietro Ferrari con cui abbiamo condiviso gli ultimi tre anni, davvero irripetibili.

Venne nominato amministratore delegato e lanci subito un aumento di capitale.

A fine 2013 l’allora presidente Caselli mi chiese se mi sentivo pronto per diventare amministratore delegato. Gli risposi che ero onorato e assolutamente disponibile, ma che avrei avanzato la proposta di un aumento di capitale nella prima riunione utile del Consiglio. Cos feci: dai soci arrivarono 750 milioni di euro che ci permisero, gi allora, di giocare d’anticipo. Avevamo capito che bisognava lavorare sui crediti deteriorati e migliorare la qualit degli asset.

rimasto al vertice nei sette anni in cui il mondo delle banche ha completamente cambiato profilo.

In questi sette anni sono accadute molte cose. Ne ricordo tre in particolare: il passaggio sotto la vigilanza della Bce, alla fine del 2014; la trasformazione da cooperativa a societ per azioni, nel 2016 e, nel frattempo il superamento del modello federale, che per anni ha contraddistinto la banca. stata un’opera di semplificazione straordinaria, pensi che eravamo arrivati ad avere una dozzina di istituti bancari in varie parti d’Italia. Ora il gruppo Bper formato da due banche commerciali – la capogruppo e il Banco di Sardegna, leader nell’isola – e da un set completo di societ prodotto.

Siete cresciuti molto. Con quale aspetto peculiare?

Credo che il nostro tratto distintivo, e per molti versi originale, sia la capacit di combinare significativi processi di crescita con l’attenzione alla qualit del credito. Abbiamo agito con decisione per ridurre i crediti deteriorati e nel frattempo la crescita per linee esterne avvenuta solo con acquisizioni che potevano recare benefici alla qualit degli attivi. Inoltre, siamo stati alla larga da scorciatoie che avrebbero prodotto conseguenze dannose nel tempo: non abbiamo mai ceduto le fabbriche prodotto, mantenendo integra la catena del valore. Siamo i primi azionisti di Arca fondi sgr, abbiamo societ nel credito al consumo, nel leasing, nel factoring e nel noleggio a lungo termine. In questi anni abbiamo ceduto oltre 5 miliardi di Npl, ma la societ di gestione e recupero delle sofferenze, Bper credit management, rimasta in casa. Cos abbiamo reso la banca pi solida e capace di generare ricavi: il rapporto tra commissioni e margine di interesse, nella parte alta del conto economico, quasi in parit.

Quale futuro vede per Bper?

Bper deve continuare il suo percorso di crescita e sviluppo. Certo, mi piacerebbe che riuscisse a rimanere legata a questi territori, senza dimenticare le proprie origini. L’Emilia-Romagna, del resto, ha un panorama economico-finanziario che solo la Lombardia in Italia pu vantare. Ci sono banche importanti come Bper, Credem e Crdit Agricole Italia, c’ uno dei maggiori gruppi assicurativi italiani, appunto Unipol. Il sistema universitario integrato e all’avanguardia, qui operano societ di servizi e consulenza di prim’ordine e il sistema imprenditoriale eccellente”.

Adesso, cosa andr a fare?

Mercoled 21 aprile ci sar l’assemblea: terminer il mio mandato da amministratore delegato e dal giorno dopo cercher di favorire il passaggio di consegne con il nuovo amministratore delegato e il nuovo consiglio nel modo pi fluido e lineare possibile. Alla banca e ai colleghi auguro il meglio per il futuro, non si cancellano i legami di 37 anni di lavoro comune.

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