Italy

L'altolà di Grillo ai suoi: "ConTe" fino alla fine

È mezzogiorno di una domenica di crisi quando l'Elevato rimette tutti con i piedi per terra. In fondo basta una foto, in coda al riepilogo settimanale degli articoli pubblicati dal Blog. «ConTe», ribadisce il fondatore pubblicando di nuovo l'immagine di lui insieme al pettinato Giuseppe Conte, già avvocato del popolo italiano. Così diversi, così uniti il premier e il Garante. Tanto che il secondo ormai è diventato il servizio d'ordine di Conte. Non appena lo vede in pericolo, Beppe Grillo interviene. Vuoi per sedare gli animi dei grillini, vuoi per convincere il Pd che a Palazzo Chigi non esistono alternative. E così se sabato sera i pentastellati in assemblea sono tentati dall'ex rottamatore, ecco che allora è indispensabile l'intervento di Grillo. Infatti, due giorni fa, sembrava tornata di moda l'idea di mettersi al tavolo con Renzi. Partendo sempre da Conte e poi chissà. Quindi il tackle di Beppe e la marcia indietro: «ConTe». I big del M5s pubblicano il loro post in sostegno a Conte. Lo fanno Luigi Di Maio, Vito Crimi, Paola Taverna. Quest'ultima è la più coinvolta. «Non permetteremo che l'Italia venga gestita da gente senza scrupoli. Forza Presidente Giuseppe Conte», scrive su Facebook. Poi in un tweet descrive il premier come «preparato, responsabile, onesto, educato, stacanovista, mediatore». Così Di Maio: «Il M5s sostiene Conte con tutte le sue forze». Alla conta in Parlamento, dunque. L'importante è che si riparta da Conte, come vuole Grillo. «In Aula a fianco di Conte, con Renzi strade divise» scrivono Crimi e i capigruppo.

Chi lo sente racconta che l'Elevato è stato particolarmente colpito dall'editoriale domenicale di Marco Travaglio sul Fatto Quotidiano. E che condivide con il direttore la paura che dietro le bizze di Renzi ci sia «un bel pezzo del Pd, che l'ha usato (e lo usa) come piede di porco per liberarsi di Conte». L'altro timore è che anche nel M5s l'istinto di sopravvivenza dei parlamentari possa portare a mettere in discussione il premier. Un grillino di Montecitorio lo dice al Giornale: «Se non ci fossero le condizioni per proseguire con Conte, nel M5s tutti si adeguerebbero a un nuovo premier». Perciò è stato necessario l'intervento pubblico e privato di Grillo. Sempre fermo sul «Conte o morte».

Una sterzata via Blog e con le telefonate ai big, come aveva fatto prima della nascita del governo giallorosso. Un'operazione benedetta dal Garante e accettata a malincuore da Di Maio. Oppure come ha fatto nel giorno delle dimissioni delle ministre di Iv, con la condivisione di una lettera aperta del deputato arci-contiano Giorgio Trizzino. Testo in cui si puntava a superare maggioranza e opposizione con un governo sempre guidato da Conte. Ma perché Grillo è così inamovibile sul premier? «Cos'altro dovrebbe fare? Conte l'ha indicato lui l'anno scorso», dicono gli amici nel M5s. E la stima è reciproca. Come dimenticare la frase pronunciata dal presidente del Consiglio il 15 novembre, in collegamento da Palazzo Chigi durante l'ultima giornata degli Stati generali: «Grillo lo sento spesso, è la mente più giovane del Movimento». Non proprio un complimento per i grillini, dato che Beppe Grillo compirà 73 anni il prossimo 21 luglio.

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