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Dopo la caduta ratificata nella stanza di un notaio, Ignazio Marino ha lasciato la politica ma a pochi giorni dalle amministrative è tornato con un grande assist a Virginia Raggi

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È proprio vero che il nemico del mio nemico è mio amico, per avere certezze andare sul profilo di Ignazio Marino. L’ex sindaco di Roma, Ignazio Marino ha lanciato un dardo contro il Pd servendo l’assist che garantisce ossigeno a Virginia Raggi.

“Sono stato molto combattuto nel decidere se scrivere questa riflessione. Per settimane mi sono chiesto se volevo davvero espormi alle critiche che naturalmente genererà. Alla fine ho deciso di fare ancora una volta ciò che sento giusto e non quello che mi sembra più conveniente”

comincia così Ignazio Marino il suo lungo post in cui rimette sul tavolo tutto quello che è stato i suo rapporto con il Pd romano che lo fece

Un post denso di accuse e sassolini che il medico forse attendeva questi giorni per potersi togliere dalle scarpe. Certo, l’uscita non fa gioco alla sinistra.

“Sulla base del mio programma di idee stavo lavorando con mille ostacoli, fino a quando un gruppo di “Onorevoli Consiglieri” ha deciso di tradire quel progetto di trasformazione che avrebbe fatto bene alla città – commenta -. Un gruppo di persone che non ha neanche avuto il coraggio di votare una sfiducia ma si è rifugiato nello studio di un notaio. È poco serio che il PD candidi adesso quelle stesse persone ad amministrare Roma. Non posso essere silente di fronte a questa ennesima giravolta di chi pensa al potere come un sostantivo e non come un verbo: poter fare, poter cambiare, poter costruire”.

L’assist di Ignazio Marino a Virginia Raggi: l’ex sindaco affonda il Pd romano

Poi, in chiusura, l’assist che non ti aspetti. “Devo riconoscere che, inaspettatamente, Virginia Raggi ha voluto pubblicamente chiedere scusa per alcuni azioni ingiuste e ingenerose. Credo che si tratti di scuse vere: l’esperienza e la riflessione nella vita portano a valutare se stessi e a maturare. D’altra parte coloro che agirono sottraendo ai Romani il diritto di giudicare non hanno mai avviato un dibattito sulle loro azioni ed, evidentemente, le ritengono irrilevanti se questo non impedisce alle loro coscienze di ricandidarsi”.

Un ramoscello d’ulivo che la Raggi non si è lasciata sfuggire. Considerato che sarebbe il primo gesto di pace rivolto nei suoi confronti da mesi.

“Caro Ignazio Marino, ho letto con attenzione le tue parole. Come te, amo profondamente Roma, la nostra città. E mi trovo d’accordo su diverse delle idee da te proposte. L’esperienza maturata in questi anni mi ha portata a chiederti scusa per alcuni gesti che non rifarei e a poter dire con contezza che da sindaco avevi provato ad avviare un cambiamento che questa città richiede. Provato perché il percorso fu interrotto a causa della “congiura di palazzo” ordita dal Pd romano in uno studio notarile: consiglieri in fila, senza il coraggio di una votazione in aula, per mandare a casa il sindaco della Capitale d’Italia – ha commentato sotto il post dell’ex sindaco l’attuale titolare del Campidoglio -. Una pagina da dimenticare dalla quale, in questi giorni, lo stesso Pd romano prova maldestramente a prendere le distanze: sono le stesse persone che ora si sono ricandidate e dicono di voler proseguire il cammino che, come dici, hanno volutamente interrotto anni fa. In questi anni ho appreso che il tempo è galantuomo e che è possibile cambiare idea: è segno di maturità e umiltà. Ma si deve anche avere credibilità, quella che manca a chi falsamente ora si professa “dispiaciuto”. Io mi batto per cambiare Roma. Lo faccio ogni giorno da cinque anni a questa parte. Come tu non hai timore di fare il nome di chi ti ha tradito, io voglio dirti che adesso è il momento di dimostrare il nostro coraggio e portare avanti queste idee insieme. Per Roma. Per i nostri cittadini”.

Certo, avesse scritto per i nostri concittadini forse non sarebbe stato male. Ma tant’è.