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L’effetto Super Green Pass non traina i vaccini in Fvg: le prime dosi crescono a rilento

UDINE. Qualcosa si muove, ma non a sufficienza per abbattere lo zoccolo duro del 13% della popolazione vaccinabile del Friuli Venezia Giulia che rimane ferma sul rifiuto del farmaco anti Covid.

Il vicepresidente Riccardo Riccardi informa che negli ultimi giorni, quando è emersa la stretta nei confronti dei No vax attraverso il super Green pass per i soli vaccinati, ci si è attestati attorno alle 2 mila prenotazioni sulle 24 ore, più del doppio delle precedenti 800: «Un maggiore interesse c’è, ma siamo ancora su piccoli numeri».

Nel merito poi della “booster”, la dose di richiamo somministrata dopo il completamento del ciclo vaccinale primario (ad almeno cinque mesi dall’ultima dose), al fine di mantenere nel tempo o ripristinare un adeguato livello di risposta immunitaria, nella settimana in cui si sono aperte le agende per gli over 40, si è viaggiato attorno alle 20 mila prenotazioni giornaliere, con il picco delle 25 mila di venerdì 26 novembre.

Una crescita, tuttavia, che andrà consolidata, in presenza di una curva pandemica sempre in rialzo, con un totale di 728 nuovi positivi pure sabato, di cui 332 in provincia di Trieste, il dato di giornata più alto dall’inizio dell’emergenza coronavirus. In questo contesto Riccardi non nasconde perplessità sulle scelte nazionali.

«Sulle terze dosi c’è una buona domanda, ma l’apertura disordinata delle agende non ha certamente agevolato le Regioni – osserva il vicepresidente del Fvg –. Con organici delle Aziende sanitarie ridotti sia dalle sospensioni per mancato adempimento dell’obbligo vaccinale, sia dalle assenze dovute alle reinfezioni, non è semplice fronteggiare questa situazione in presenza di decisioni prese da un momento all’altro a livello statale».

Nel corso della settimana sono intanto diminuiti di quasi 4 mila unità i cittadini del Fvg in attesa di prima dose. Al netto di chi il vaccino non se lo può fare per motivi di salute, come mostra il report del governo aggiornato a venerdì 26 novembre, si tratta di 139.742 persone (erano 143.708 il 19 novembre). Di queste, circa 54 mila sono dell’area triestina, quella con l’adesione più bassa alla campagna.

Nel dettaglio, il maggior numero di residenti da vaccinare si registra tra gli under 20: il 27,4% della platea tra i 12 e i 19 anni non ha fatto alcuna somministrazione. Sempre tanti, poco meno di 80mila, anche i non vaccinati tra i 40 e i 69 anni. Il report nazionale contiene anche il dato dei guariti da non oltre 180 giorni, cittadini mai vaccinati, ma che non rientrano nell’elenco di chi rifiuta il farmaco proprio perché non è passato abbastanza tempo dalla loro guarigione.

In Fvg si tratta complessivamente di 12.902 persone. Una volta trascorsi i sei mesi dalla accertata negatività post Covid, rientreranno automaticamente tra gli aventi diritto. Nel bollettino della Regione si registrano altri sei decessi, di cui due in provincia di Trieste e quattro in provincia di Gorizia.

Quanto agli ospedalizzati, calano i pazienti in terapia intensiva (26, -2), ma aumentano gli assistiti nei reparti ordinari (260, +9). Sul tema del conteggio dei ricoveri nella scorsa primavera interviene intanto Aaroi Emac Fvg, il sindacato degli anestesisti rianimatori, riaccendendo la polemica dopo la diffusione del report degli ispettori del ministero della Salute: «Il documento, che la Regione avrebbe potuto e dovuto rendere pubblico già il 4 ottobre, data del ricevimento, non è altro che l’evidente conferma della nostra denuncia: errata codifica dei posti letto di medicina d’urgenza computati come di terapia intensiva, confusa comunicazione ed errata connotazione dei pl occupati da pazienti intensivi».

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