Nato da padre texano e mamma di Desenzano del Garda, ha tre figli

L’uomo più veloce del mondo, l’erede di Usain Bolt, è italiano. Potrebbe sembrare un ‘pesce d’aprile’ fuori stagione ma non lo è: Marcell Jacobs da Desenzano del Garda è il nuovo campione olimpico dei 100 metri con tanto di record europeo sbriciolato tanto in semifinale quanto in finale. Nella gara che tutto il mondo attende ferma il cronometro sul 9″80, un centesimo in meno del tempo fatto segnare dal ‘fulmine’ giamaicano a Rio. Incredibile, leggendario.

Chi è Marcell Jacobs

Tokyo 2020, Marcell Lamont Jacobs vince l'oro nei 100 metri con il nuovo record europeo di 9''80
Tokyo 2020, Marcell Lamont Jacobs vince l'oro nei 100 metri con il nuovo record europeo di 9''80

Tokyo 2020, Marcell Lamont Jacobs vince l’oro nei 100 metri con il nuovo record europeo di 9”80

Tutto il mondo si chiede chi sia Marcell Jacobs e la sua storia è come la sua medaglia a Tokyo 2020: per nulla banale. Il 26enne è nato a El Paso da padre texano (ha prestato servizio alla caserma ‘Ederle’ di Vicenza con i marines) e mamma di Desenzano del Garda. I suoi genitori si sono separati quando aveva 6 mesi e Marcell è andato a vivere in Italia con la madre mentre il padre è rimasto in Texas. I rapporti fra i due sono stati inesistenti fino all’anno scorso quando hanno cercato di costruire una relazione. Jacobs ha tre figli, Anthony e Megan avuti dall’attuale compagna Nicole, e Jeremy da una relazione precedente all’età di 19 anni.

Dal punto di vista sportivo invece il suo rapporto con l’atletica inizia a 10 anni. Un assaggio di sprint ma il suo primo amore è il salto in lungo dove arriva fino al titolo italiano promesse in 7.84 metri. Il suo sogno si chiama Rio ma arriva un brutto infortunio al quadricipite che, con il senno di poi, è manna dal cielo. Quasi un anno di stop e poi il passaggio alla velocità con una progressione costante fino all’impresa impossibile.

Le parole di Jacobs

“Lo dedico a tutta l’Italia. Ho visto tutte le gare di Bolt e vincere l’oro dopo di lui è qualcosa di incredibile. Non vedo l’ora domani di sentire l’inno e ricevere la medaglia. In Texas ci sono solo nato ma l’Italia è la mia nazione, sono contento di portare in alto la nostra bandiera. Ancora mi chiedo se sia un sogno o se è successo davvero”, le sue parole di gioia. Jacobs è arrivato a Tokyo in forma strepitosa. “Tra la semifinale e la finale la mia condizione era migliore. Ho chiesto al mio corpo di fare l’ultima corsa prima di riposare”, racconta. Una freccia azzurra pronta a centrare il bersaglio grosso. “I miei avversari? Ero concentrato solo su me stesso – rivela – li ho guardati solo quando ho tagliato il traguardo”. Hanno solo potuto leggere la targa dell’uomo più veloce del mondo: Marcell Lamont Jacobs.

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