Italy

La Chiesa italiana  da Ruini  all’era Bergoglio

Caro Aldo,
ho ascoltato con non poca perplessità la recente esternazione dell’americano Mike Pompeo che si è «permesso» di invitare la Santa Sede a non rinnovare l’accordo in essere con la Cina. Non credo che sarebbe accaduta una cosa del genere se avesse avuto come omologo antagonista nel ruolo di segretario di Stato un Agostino Casaroli (...che, per inciso, aveva studiato al seminario di Bedonia!). Sembrano passati i tempi in cui era la Chiesa cattolica italiana a contare di più all’interno del Vaticano stesso con figure come anche quella del cardinale Camillo Ruini. Siamo forse di fronte ad una parabola come scrive Massimo Franco nel suo ultimo libro?
Italo Mariani, Tornolo (Pr)

Caro Italo,
Sotto certi aspetti, la Chiesa italiana non è in crisi. In un tempo di desertificazione, in cui la vita virtuale tende a sostituire quella vera, la rete delle parrocchie, degli oratori, delle scuole, delle mense, degli istituti religiosi rappresenta un luogo fisico di accoglienza, di incontro, di scambio.
Si è visto anche nei mesi del Covid: i sacerdoti hanno continuato a fare il loro lavoro, o meglio a esercitare la loro missione, pagando anche di persona: centinaia di loro hanno perso la vita. E quando arriviamo a tu per tu con quella morte che tutti tentiamo di esorcizzare, il conforto del prete e della comunità è lì anche per chi non ha una fede così salda. Tuttavia — in Italia ma non solo — la Chiesa è sempre stata una presenza anche politica e culturale. Da questo punto di vista, la Chiesa italiana è in difficoltà. Lei, gentile signor Mariani, evoca la mente politica del cardinale Ruini, che guidò i vescovi italiani in anni in cui i temi centrali del pontificato di Wojtyla e di Ratzinger entrarono nell’agenda politica.
Questa è una stagione nuova, in cui non sempre le istanze di Francesco riescono a trovare ascolto, al di là delle parole di circostanze dei leader. Il libro di Massimo Franco cui lei fa riferimento, «L’enigma Bergoglio», va letto anche per capire meglio questo fenomeno. La Chiesa è cattolica, cioè universale. Però mai nella storia la diocesi di Milano e il patriarcato di Venezia non sono stati retti da un cardinale. Anche questo è un segno, se non di un declino, di un passaggio d’epoca.

LE ALTRE LETTERE DI OGGI

L'ingiustizia

«Ballando in televisione, attenti agli assembramenti»

Sabato scorso, facendo zapping, passando da un canale all’altro per scegliere quale programma guardare come faccio di solito, mi sono soffermato sulla trasmissione «Ballando con le stelle» condotta dalla signora Carlucci. Sono rimasto molto sorpreso dagli assembramenti che ho visto, in un periodo come questo che certifica un aumento progressivo dei contagi e con i continui e pressanti appelli degli scienziati a mantenere le distanze (e mascherine). Vedere il totale disinteresse di tutti i partecipanti e soprattutto degli organizzatori nei confronti del rispetto delle norme mi ha dato molto fastidio (credo che nessuno di noi possa dimenticare le immagini della fila dei camion militari nella notte che trasportavano le bare delle persone decedute a Bergamo e dintorni, e non solo...) Non penso sia accettabile la battuta della conduttrice «siamo tutti tamponati», perché vale a dire che con lo stesso principio facciamo i tamponi e poi apriamo gli stadi, le discoteche, i mezzi pubblici, ecc. (praticamente potremmo riaprire l’Italia come se nulla fosse accaduto). Io penso che quel comportamento sia un pessimo messaggio al popolo italiano e uno schiaffo a chi rispetta le norme. Si possono fare buone trasmissioni (come peraltro vedo sulla Rai ed altre emittenti) senza assembramenti.
Mario Baiani [email protected]

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MARTEDI - IL CURRICULUM

Pubblichiamo la lettera con cui un giovane o un lavoratore già formato presenta le proprie competenze: le lingue straniere, l’innovazione tecnologica, il gusto del lavoro ben fatto, i mestieri d’arte; parlare cinese, inventare un’app, possedere una tecnica, suonare o aggiustare il violino

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