MILANO - L'anno della pandemia potrebbe sancire l'innamoramento definitivo dei mercati per le emissioni attente ad ambiente e società. Le ricadute del Covid sull'esplosione dei rischi sociali e la necessità di spesa per farvi fronte hanno acceso l'attenzione verso i social bond, che hanno così iniziato a occupare spazi importanti sul mercato. Andando a ritmo anche più accelerato dei green bond, gli asset verdi che restano comunque assai richiesti tanto che la domanda è cresciuta più rapidamente dell'offerta.

Non solo le coscienze, ma anche fattori esogeni spingono questi mercati: l'Europa, lanciando il programma Sure che si è già finanziato per quasi 40 miliardi; e la Bce che dal 1° gennaio accetterà come garanzia nelle operazioni di rifinanziamento bond con cedole legate alle performance rispetto a uno o più obiettivi di sostenibilità, oltre ad ammetterli per i programmi di acquisto di titoli sotto il Qe. Non solo. Proprio oggi l'Eurtower ha fatto sapere che "terrà conto dei rischi climatici nella prossima prova di stress del 2022", ovvero quando darà la pagella sulla solidità degli istituti. Che per ora si prendono una tirata di orecchie: "Nonostante alcuni miglioramenti riscontrati rispetto allo scorso anno, le banche devono compiere sforzi significativi per meglio sostenere la propria informativa al pubblico con dati quantitativi e qualitativi pertinenti", sottolinea Francoforte, per cui "nella seconda metà del 2021 la Bce si propone di identificare le restanti carenze e discuterle con le banche".



Un insieme di elementi che hanno alimentato l'interesse degli investitori. In un report della Direzione studi e ricerche di Intesa Sanpaolo si calcola che le emissioni in circolazione dei social bond siano passate da circa 36 miliardi di euro nel 2019 agli attuali 157 miliardi. "Gli investimenti nel sistema sanitario, i fondi per la ricerca medica e scientifica ed il sostegno al salario per le categorie più colpite dalle misure di contenimento, sono alcuni degli esempi di spesa ad impatto sociale che hanno spinto enti pubblici e privati a finanziarsi sul mercato tramite emissioni di social bond", scrive Federica Migliardi.

Ursula von der Leyen ha già chiarito a metà settembre che il 30% dei fondi del Next Generation EU, ossia 225 miliardi, saranno finanziati tramite emissioni green bond che verranno collocate sul mercato tra il 2021 ed il 2026, contribuendo a sviluppare ulteriormente il mercato che ad oggi ha raggiunto uno stock di 760 miliardi (che quindi porta il totale, con i social bond, a 917 miliardi). "Il totale delle emissioni nette realizzate da inizio anno ad oggi è pari a 214 miliardi e supera già i 175 miliardi del 2019. Anche le emissioni governative sono cresciute del 33% rispetto al 2019 grazie all’ingresso di nuovi emittenti", annota Intesa. Su tutti, la Germania è l'ingresso più di peso. L'Italia è attesa al passo a inizio 2021, così come la Spagna ed il Regno Unito.

Per l'emittente, questi bond sono un affare. Sul mercato, con l'ampliarsi dell'offerta, la strategist rintraccia sempre più evidente la presenza di un "green premium": l'invesitore rinuncia a una parte del rendimento perché ha maggiore trasparenza sull'uso delle risorse, favorisce lo spostamento dell'emittente verso progetti green che sono in linea con quanto richiedono i legislatori, paga l'accesso a un asset che ancora scarseggia a fronte di una domanda molto forte, perché ha una barriera all'ingresso rappresentata dalla difficoltà (in capo all'emittente) di predisporre la documentazione iniziale.

Che la domanda ci sia, eccome, è certificato dai numeri sui fondi d'investimento che guardano a fattori ambientali, sociali e di governance. "Secondo i dati di Morningstar, il settore del risparmio gestito sostenibile si è mostrato resiliente durante la pandemia ed i flussi netti globali nei fondi sostenibili sono stati positivi (+45,6 miliardi di dollari) nel primo trimestre 2020, contro riscatti netti per 384,7 miliardi dagli strumenti tradizionali. Nel secondo semestre i flussi sono stati ulteriormente positivi e pari a 71 miliardi di dollari, di cui l’86% è rappresentato da investitori europei". Secondo i dati Bloomberg, ormai i fondi sostenibili hanno raggiunto asset totali per un controvalore pari a 1000 miliardi di dollari e sono cresciuti del 35% rispetto a fine dicembre 2019: sono 2.183 in tutto il mondo, soltanto da gennaio ad oggi ne sono stati creati 192.