Italy

La deputata Frate, da M5S a Calenda. Ora gli ex 5 Stelle sono in tutti i partiti

«Noi non siamo di destra, né di sinistra - tuonava Beppe Grillo -. Siamo sopra, siamo oltre!». E anche ovunque, si potrebbe aggiungere, se si prendono in considerazione gli eletti nelle liste 5 Stelle che sono poi usciti dal Movimento: si trovano in tutte le formazioni, si fatica a trovare un gruppo parlamentare che non abbia accolto un grillino in fuga. Da destra a sinistra, dalla Lega a Leu, passando per Renzi, nei cambi di casacca gli eletti 5 Stelle si dimostrano davvero post-ideologici e trasversali. L’ultimo cambio è quello di Flora Frate, deputata, espulsa dai 5 Stelle all’inizio del 2020, che giovedì (26 novembre) ha annunciato il suo ingresso in Azione, con il nemico numero uno dei 5 Stelle, Carlo Calenda, «per combattere il populismo», assicura lei. Raggiunge un altro ex collega, Nunzio Angiola: per contrastare M5S, tra i principali obiettivi di Calenda, non c’è niente di meglio di qualche ex. Così, da inizio legislatura, il Movimento si ritrova con 32 deputati e 19 senatori in meno rispetto ai seggi conquistati con l’exploit del 2018. Molti sono dispersi nel gruppo misto. Ma non tutti. Altri hanno trovato casa negli altri partiti: sono 21 parlamentari, si ritrovano in ogni gruppo di Camera e Senato (purtroppo per la maggioranza, anche all’opposizione).

Nel centrodestra

Ad avere beneficiato di più della diaspora grillina è la Lega. A Palazzo Madama, dove i seggi pesano molto, ha accolto quattro senatori ex 5 Stelle: Urraro, Grassi, Lucidi e Riccardi. Nel centrodestra, però, tutti possono vantare un eletto M5S in squadra. Fratelli d’Italia ha due deputati, Davide Galantino e Salvatore Caiata. In Forza Italia c’è Matteo Dall’Osso. Anche i centristi di Noi con l’Italia non sono esclusi: cacciata dal M5S ha trovato casa al centro, nello scorso luglio, Veronica Giannone.

Con la maggioranza

C’è chi, lasciato il Movimento, ha però trovato un posto bussando alla porta di un alleato di governo. Come Santi Cappellani, che a febbraio è entrato nel Pd. Sia i renziani che leu ne contano ben due ciascuno: Catello Vitiello e Giuseppina Vono per Italia viva; Paola Nugnes e Rina De Lorenzo per la formazione di Roberto Speranza. Ci sono poi Antonio Tasso e Andrea Cecconi, italianissimi, di Manfredonia ed eletto a Cerignola il primo, di Pesaro il secondo, ora nel gruppo del Maie, Movimento degli italiani all’estero. Gianni Marilotti è nel gruppo delle Autonomie. Elisa Siragusa, dopo essersi schierata per il no al taglio dei parlamentari, era in odore di espulsione. Così ha detto addio al Movimento: «Abbiamo svenduto un po’ di anima ogni giorno», ha detto. Ed è ora nel gruppo del Centro democratico-Italiani in europa insieme a Bruno Tabacci.

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