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La diplomazia a Monfalcone per la comunità bengalese

Primo incontro tra l’ambasciatore e il console del Bangladesh e il sindaco Anna Maria Cisint nel palazzo municipale di Monfalcone. Come suo uso, il primo cittadino ha approfittato dell’incontro con i due diplomatici per fare il punto su questioni decisive per la vita a Monfalcone. Le tematiche sollevate da Cisint all’ambasciatore Shameem Ahsan vertono su tre aspetti culturali ed operativi su cui la comunità di Monfalcone quotidianamente richiede risposte: controlli anagrafici, educazione ed insegnamento della lingua italiana, ruolo della donna. Il vertice si è aperto con l’esigenza di individuare uno strumento di agreement per facilitare i controlli delle autodichiarazioni al momento della presentazione della documentazione per contributi, Isee, richiesta case Ater. Mentre per i membri della Comunità Europea è facile verificare la veridicità o meno delle autodichiarazioni, è al momento impossibile farlo con  la comunità bengalese. “Non avere questa possibilità favorisce dichiarazioni false, che vanno a scapito di chi, magari, avrebbe diritto legalmente ad ottenere sostegni, anche economici”, ha spiegato il sindaco di Monfalcone. L’Ambasciatore si è reso disponibile ad individuare uno strumento di dialogo con il proprio Paese.

Cisint, poi, si è soffermato a evidenziare come solo lo studio della lingua italiana possa fungere da vero strumento di integrazione. “

Sono soprattutto le donne a non parlare italiano, e questo crea una notevole distanza con la nostra comunità. È difficile anche accettare, secondo i nostri usi e costumi, che le donne camminino a volto coperto e, molto spesso, dietro gli uomini”. In una più ampia analisi del ruolo della donna all’interno della famiglia, il sindaco ha manifestato preoccupazione per le ragazze che, al termine del ciclo scolastico, spariscono per poi rientrare già sposate.

La riunione si è conclusa con la volontà reciproca di instaurare una collaborazione dialogante, dandosi appuntamento ad un incontro on-line per definire il protocollo d’intesa per i controlli anagrafici e con la richiesta del sindaco ad ambasciatore e console che si facciano portavoce delle necessità di rispetto e mantenimento del decoro in città.