E’ uno dei primi regali che le mamme fanno ai piccoli. La lattoferrina che si trova nel latte materno, in particolare nel colostro dei primi giorni di vita, aiuta i cuccioli a evitare le infezioni quando il sistema immunitario non ha ancora costruito le sue difese. Nel colostro è cinque volte più alta che nel latte delle settimane successive. E’ infatti una molecola capace di combattere i batteri e da anni viene venduta come integratore alimentare anche per gli adulti, presa dal latte di mucca o sintetizzata in laboratorio grazie a batteri ad hoc. Il fatto che nei bambini il coronavirus si presentasse in forme blande è l'indizio che ha suggerito ai ricercatori di Roma Tor Vergata di andare a studiare il possibile ruolo della lattoferrina nel contrastare l'infezione.

Anche il latte che consumiamo regolarmente ne contiene una certa dose. Alcune aziende biotech hanno anche creato riso e mais ogm con alti contenuti di lattoferrina. Quando, nel 2014, si registrò il fenomeno della mozzarella blu e si scoprì che la causa era una sostanza prodotta da un batterio, il Cnr suggerì di aggiungere lattoferrina nel siero per uccidere i microrganismi ed evitare la formazione del pigmento. L’Efsa, l’autorità europea per la sicurezza alimentare, l’ha ritenuta sicura in un parere del 2012. Ma l’anno precedente aveva bocciato una pubblicità che sosteneva che la lattoferrina potesse curare mal di gola e raffreddori, spiegando che non c'erano prove scientifiche a sostegno della tesi. Oltre al latte materno, si trova anche in saliva, muco e lacrime, fluidi cui pure viene attribuita una capacità disinfettante. Nonostante sia stato indagato il suo effetto anche contro virus pericolosi come quello dell’epatite B o l’Hiv, la lattoferrina non si è mai rivelata tanto efficace da essere usata come cura.

Accanto a un certo potere battericida, la molecola ha la caratteristica di legare a sé il ferro che si trova nell’organismo. La sua abilità nel sottrarre questa sostanza ai microrganismi ha fatto ipotizzare ai ricercatori di Roma Tor Vergata che la lattoferrina avesse effetto contro il Covid. Ma neanche il loro articolo è riuscito a cogliere e spiegare il meccanismo di azione. Né il fatto che alcuni pazienti sui quali la sostanza è stata usata siano guariti può essere una conferma: dal Covid guarisce naturalmente circa il 98% dei contagiati. I ricercatori di Tor Vergata, per risolvere i dubbi sull’efficacia di questa sostanza, hanno annunciato nuove sperimentazioni.