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La neonata venduta per 500 dollari nell'Afghanistan dei talebani

Storie

Papà e mamma l’hanno ceduta a uomini non identificati di Herat che pagano "bene". I nuovi "padroni" della piccola hanno già dato un anticipo. Il resto più avanti: la bimba sarà consegnata non appena camminerà

Da Herat, Afghanistan, arriva la notizia di una tragedia della disperazione: una neonata, è stata venduta dai genitori per 500 dollari. La denuncia è della Bbc che, con la giornalista Yogita Limaye, ha visitato un ospedale di Medici senza frontiere (Msf) della città. L'ultima ancora di salvezza per molte madri che hanno appena partorito e che non hanno nulla da mangiare sono le rarissime strutture sanitarie.

La bimba venduta per 500 dollari a Herat

Nelle campagne fuori da Herat la situazione è ancora più drammatica: "I miei altri figli stavano morendo di fame, così ho dovute vendere mia figlia", dice con il volto coperto dal burqa nero e gli occhi persi inquadrati dalla telecamera una giovane donna con voce sospirante. "Come posso non essere triste? E' mia figlia. E' ancora piccola, non conosce il suo futuro. Non so come si sentirà quando lo scoprirà, ma ho dovuto farlo" conclude.

Papà e mamma l’hanno venduta a uomini non identificati che pagano "bene". Hanno già dato anche un anticipo, i nuovi "padroni" della piccola. Il resto più avanti: la bimba sarà consegnata non appena camminerà. La sua famiglia d’origine muore di fame e non sa più come comprare olio e farina, la carne non si vede da tempo sulla loro tavola. Il marito e padre della neonata fino a pochi mesi fa faceva lo spazzino, ma ora a casa non arriva nulla: "Stiamo morendo di fame: a casa ora non abbiamo né farina, né olio. Stiamo morendo di fame", dice l'uomo seduto sulla nuda terra in casa sua.

Secondo il codice d’onore medievale delle campagne, il pashtunwali, nato per regolare i rapporti tra famiglie, la neonata è vista anche come un bene di scambio, in quanto donna. Un domani moglie, per fare figli. Oggi pacco da vendere. Nelle zone rurali molte pratiche sono ancora regolate dal consiglio dei capi dei villaggi, che agiscono secondo le leggi tribali. Molte usanze della tradizione contrastano con i diritti delle donne. Viene praticata la poligamia e resistono tabù e leggi arcaiche, come la pratica “ba’ad” (in base alla quale le donne vengono date in compensazione di un crimine commesso da un maschio della famiglia) o il matrimonio forzato in età infantile con uomini adulti, oltre a varie molte forme di violenza domestica, tra cui stupri e mutilazioni

Afghanistan: più di 5 milioni di bambini a un passo dalla carestia

In Afghanistan più di 5 milioni di bambini vivono a un passo dalla carestia.

Secondo i dati delle Nazioni Unite i bambini afghani soffrono la fame ogni giorno di più e le persone che raggiungeranno livelli di fame di crisi o di emergenza aumenteranno del 35% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

L’impatto combinato di siccità, conflitti e collasso economico ha portato molte famiglie a una situazione critica che le costringe a ricorrere a misture drastiche pur di sopravvivere, vendendo quel poco che è rimasto loro per comprare cibo, mandando i figli a lavorare o dovendosi accontentare di solo pane. Dopo l’aumento dei prezzi, il costo di prodotti alimentari come olio, grano e riso sono aumentati del 55% lo scorso anno, rimanendo fuori dalla portata di molte famiglie che vivono con quasi niente dopo essere state sfollate dalle loro abitazioni o aver perso il lavoro. 

La disoccupazione dilagante e la crisi di liquidità causeranno livelli d’insicurezza alimentare drammatici anche nei centri urbani, non solo nelle zone rurali, più povere e più isolate.