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La Via della Seta ostruita dalla natura

La storia ha diverse letture e quello che sta succedendo con il Coronavirus sicuramente desta le menti più accese all’interpretazione misteriosa di un evento che giunge inatteso per molti, atteso per pochi: il fantasticare indegno qui non si sposa con quella violenza dell’ebrezza , che caratterizza quando si cavalca l’onda del mistero che può far comodo ad alcuni come scomodo ad altri, ma per un’analisi tecnica approfondita di una vicenda come il Coronavirus si deve partire solo dai fatti concreti, e non dalle mille congetture che possono tra verità e menzogna destare solo la mentalità scandalistica del pressappochismo . La “Via della seta” dove è finita? Le parole dell’Ambasciatore cinese in Italia Li Junha tramite il sito diplomatico , a fine Gennaio, sono ancora presenti: “ In questi giorni, alcuni media hanno riportato che esiste la possibilità che il nuovo Coronavirus presente a Wuhan potrebbe essere fuoriuscito da un laboratorio militare situato nelle vicinanze. Ebbene, si tratta di informazioni tirate fuori dal nulla e completamente false. Il Responsabile del Centro Cinese per la Prevenzione delle Patologie ha già detto chiaramente che, in base ai risultati degli studi condotti, il Nuovo Coronavirus ha una somiglianza superiore all’85% con il virus della SARS, quindi è altamente possibile che la trasmissione sia partita da animali selvatici. Il governo cinese sta dando estrema importanza alla prevenzione e al controllo dell’epidemia e ha intrapreso misure senza precedenti a tal fine. Si tratta di provvedimenti che hanno ottenuto un’alta considerazione e sono stati condivisi dalla Organizzazione Mondiale della Sanità e da molti paesi. La Cina continuerà a diffondere verso l’estero informazioni sullo stato dell’epidemia in modo aperto, trasparente e con alto senso di responsabilità. La Cina, mentre si impegna a rafforzare ulteriormente il lavoro di prevenzione e gestione dell’epidemia, continuerà ad aumentare la cooperazione internazionale e a unire le forze con la comunità internazionale tutta al fine di affrontare di concerto l’epidemia e di tutelare congiuntamente la sicurezza e la salute a livello regionale e globale “. L’affermazione non placa gli animi sull’entità attuale della diffusione dell’epidemia e, fermo restando l’opportuno bisogno che abbiamo di mantenere i rapporti economici con questo Paese è tutto ciò che lo Stato Italiano sta facendo in questi giorni al riguardo, non si può non affermare che il danno alla continuità della Via della Seta è enorme e desta molte riflessioni e preoccupazioni, perché così come non si può ignorare la grandezza di un popolo e le opportunità che la sua espansione commerciale verso l’Europa sia una opportunità, non si può ignorare la conta dei danno che esso sta facendo all’interno della Cina ma anche all’esterno , come asse di riferimento degli equilibri commerciali in essere che sono sempre stati evidenti sotto gli occhi di tutti. Un processo insomma che sembra arrestarsi per ragioni che non dipendono dalla volontà dell’uomo.