Italy

Lazio-Bayern Monaco 1-4, ciclone bavarese sulla difesa biancoceleste

La Lazio che aspetta questa partita da vent’anni e il Bayern che gioca la fase a eliminazione diretta di Champions da 13 stagioni e 10 volte (possiamo già dire 11) si è qualificato per i quarti di finale. Il calcio è lo sport più bello del mondo perché non sempre vince il più forte. Ma spesso sì e ieri non c’è stata eccezione.

Se alla qualità dei tedeschi campioni di tutto aggiungi gli errori individuali di chi dovrebbe contrastarli, allora non può che finire male. Cioè 4-1, con il Bayern che nel secondo tempo si è fermato dopo il 4-0, evitando di ripetere un’altra crudele passeggiata all’Olimpico, il 7-1 che Guardiola inflisse alla Roma di Rudi Garcia il 21 ottobre 2014.

Prima del fischio di inizio scoppiano tre petardi, entrati nello stadio chissà come, ma alla fine del primo tempo sono tre i gol incassati da Reina. Il primo (Lewandowski) e il terzo (Sané) nascono da due obbrobri di Musacchio e Patric, inadatti a questo livello.

È particolarmente grave il primo, perché arriva dopo solo 9 minuti e mette subito in terribile salita il match. Il secondo gol, invece, è di Jamal Musiala, che compirà 18 anni tra due giorni e di cui sentiremo molto parlare in futuro. Dentro un sistema di gioco dai meccanismi perfettamente oliati anche un giovanissimo non perde mai la stella polare. Flick, così, non ha avuto problemi a dargli posto e compiti di Thomas Muller, fuori gioco come Pavard, Tolisso e Douglas Costa. Ma a ben guardare sono state più pesanti per la Lazio le assenze di Luiz Felipe e Radu.

Anche Acerbi, in una difesa improvvisata, ha infatti perso sicurezza ed è scivolato in un autogol da stordimento appena iniziato il secondo tempo. La sostituzione di Musacchio con Lulic, alla mezzora del primo tempo, era sembrata una specie di lancio della spugna sul ring. Il gol di Correa ha praticamente fischiato la fine con 40 minuti di anticipo. Solo il pessimo arbitro israeliano ha continuato a sbagliare tutto.

Il ritorno del 17 marzo sarà una formalità ed è un peccato, perché la Lazio avrebbe meritato un’uscita più dignitosa dalla Champions League. Per quello che ha fatto nel girone eliminatorio, però, i tifosi biancocelesti non possono che ringraziare (e più di tutti il presidente Lotito che ha riempito le casse del club). Milinkovic-Savic e soprattutto Lazzari ci hanno provato anche ieri sera, ma i limiti di troppi sono venuti a galla.

Tutti aspettavano il duello tra Immobile e Lewandowski, introdotto da queste cifre stagionali con i loro club: 19 gol in 26 gare (Serie A, Champions League e Coppa Italia) per Ciro; 31 gol in 30 gare (Bundesliga, Supercoppa di Germania, Supercoppa europea, Mondiale per club, Champions League e Coppa di Germania) per il polacco. Immobile si è visto poco o nulla, Lewandowski è arrivato a 32 gol stagionali e un paio li ha anche lasciati per strada.

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