MILANO - Ore 13:30. Seduta contrastata per le Borse europee nell'ultima seduta della settimana, con i listini che avviano gli scambi orfani del riferimento di Wall Street, ieri chiusa per festività.

Milano si conferma in positivo dello 0,4% a metà giornata. Miste le altre: Londra cede lo 0,4%, mentre Francoforte sale dello 0,27% e Parigi dello 0,5%. L'andamento della pandemia continua ad alimentare la preoccupazione degli investitori nonostante gli importanti passi in avanti sui vaccini annunciati nelle ultime settimane. Resta in generale un clima di preoccupazione per lo stato di salute dell'economia mondiale, su cui non mancano i segnali di allarme. Tra gli ultimi, l'incremento delle richieste dei sussidi di disoccupazione negli Usa registrato mercoledì, il primo da luglio. Clima diverso in Asia dove la pubblicazione dei profitti industriali, in crescita per la prima volta da gennaio rispetto all'anno precedente (+0,7%), ha dato fiducia a tutti i listini, con Tokyo che ha chiuso a +0,4%.

Stabile lo spread in avvio: il differenziale Btp/Bund apre a 116 punti base, con il rendimento del decennale italiano allo 0,57% sul mercato secondario. Tra le valute l'euro si rafforza sul dollaro: la moneta unica passa di mano a 1,1925 dollari e 124,02 yen. Il Tesoro conclude di fatto il programma di finanziamento necessario per il 2020 con l'asta a medio-lungo termine che vede scendere ancora i rendimenti ai minimi storici. Il Mef ha infatti assegnato 5,5 miliardi di Btp a 5 e 10 anni, nel dettaglio 3 miliardi di Btp a 10 anni con un tasso in calo a 0,59% (da 0,79%) e 2,5 miliardi a 5 anni con il rendimento lordo in calo a 0,01% (da 0,23%) e un rapporto di copertura di 1,90. Collocati infine 2,5 miliardi di CCteu a 6 anni con il rendimento a -0,02% e un rapporto di copertura di 1,58.

Tra i dati macroeconomici, si registra la revisione al rialzo del Pil del terzo trimestre in Francia: l'Insee ha segnato un aumento del 18,7%, contro il 18,2% stimato in precedenza. Tuttavia la crescita resta "del 3,9% al di sotto del livello del terzo trimestre 2019", specifica l'Istituto nazionale di statistica, che spiega la nuova lettura alla luce di una rivalutazione dei consumi delle famiglie e degli investimenti nei servizi. In Italia, invece, l'Istat traccia un calo della fiducia di consumatori e imprese a novembre.

Il clima di generale cautela contagia anche l'andamento del petrolio che rallenta dopo la corsa degli ultimi giorni. Il greggio Wti torna sotto quota 45 dollari al barile a 44,95 dollari ( -1,68%) mentre il Brent  resta sui valori della vigilia a 47,80 dollari al barile.