Italy

Le commissioni “lumaca” che aspettano da un anno di ascoltare gli assessori

Audizioni: in un caso su tre sono bastati due mesi, mai evase altrettante richieste. I presidenti: colpa della pandemia. Le opposizioni: la giunta sfugge al confronto

TRIESTE Tre anni senza la convocazione della seduta di commissione che deve fare il quadro della gestione finanziaria della sanità regionale, un anno e mezzo senza delucidazioni sulle strategie in materia ambientale e dodici mesi di attesa senza conoscere le linee della promozione turistica nel contesto della pandemia. Su molti temi le commissioni del Consiglio regionale vanno a passo di lumaca: quelli rappresentati sono casi limite, ma la maggior parte delle richieste di audizione dei rappresentanti della giunta viene evasa a mesi di distanza, nonostante i regolamenti di piazza Oberdan stabiliscano che la chiamata debba avvenire entro dieci giorni. Un terzo del centinaio di audizioni richieste da inizio legislatura risulta invece inevaso, per un altro terzo l’attesa è durata anche un anno e per l’ultimo terzo la procedura si è conclusa in un paio di mesi.

Colpa della pandemia dicono i presidenti delle commissioni del Consiglio regionale, ma per l’opposizione tutto dipende dalla volontà della giunta di sottrarsi al confronto. Al centro delle polemiche si è trovata soprattutto la Terza commissione presieduta da Ivo Moras e dedicata alla sanità. L’esponente leghista spiega tuttavia che «le audizioni in un modo o nell’altro sono state fatte e gli attori sono stati sentiti più volte. Abbiamo fatto il possibile in un periodo di emergenza: le audizioni richiedono la presenza dell’assessore, che però ha una pandemia di cui occuparsi». Il Pd attacca con Diego Moretti: «La Terza commissione non si è riunita per sei mesi, anche se ultimamente qualcosa si è mosso. I presidenti di commissione cercano di convocare le sedute, ma sono gli assessori a sottrarsi nonostante siano ben presenti in giro per il territorio. Abbiamo chiesto un’audizione sui conti della sanità a giugno 2018 e ripresentato domanda a maggio di quest’anno: forse la faremo a settembre».

La difesa della giunta la fa l’assessore Pierpaolo Roberti, delegato del governatore ai rapporti con il Consiglio: «La pandemia ha inciso sui lavori e gli assessori hanno in ogni caso molte attività da svolgere. Non è sempre semplice far combaciare le agende, tanto più se c’è una sovrapproduzione di richieste». I ritardi ci sono sempre stati e nessuno a palazzo alza il sopracciglio se la convocazione avviene entro un paio di mesi, perché tutti riconoscono che i dieci giorni rappresentano una scadenza troppo risicata e non realistica rispetto agli impegni.

Ma le opposizioni sono in fermento davanti a giacenze che durano ben più a lungo. Come i sei mesi passati prima di ascoltare Roberti e i prefetti sui nodi della rotta balcanica. Se sono state fulminee le risposte dell’assessore Tiziana Gibelli sulla Fondazione Aquileia (11 giorni, il record), del vicepresidente Riccardi sui restauri dell’ospedale di Cattinara e dell’assessore Barbara Zilli su Mediocredito, ci sono voluti 8 mesi per l’aggiornamento sulla crisi del gruppo Mercatone Uno e aspetta da 10 mesi l’audizione sul monitoraggio a distanza dei malati Covid con l’applicativo Insiel. «Il Patto per l’autonomia – evidenzia Massimo Moretuzzo – chiede da agosto un’audizione per capire se ha senso investire su piste da sci collocate a 1.200 metri, ma i presidenti di commissione si guardano dal contraddire le volontà degli assessori. Sudditanza». Il presidente della Seconda commissione Alberto Budai replica che «le competenze sono tante e le richieste una marea, inoltre per il Covid non possiamo usare tutte le sale disponibili. Gli assessori sono soltanto oberati di lavoro».

Da maggio si sono intanto ulteriormente accumulate la richiesta di convocazione del direttore dell’Arcs Giuseppe Tonutti dopo il caso De Monte, la domanda di audizione dell’assessore Sergio Bini sugli investimenti in montagna, il chiarimento sollecitato sulla situazione finanziaria delle Aziende sanitarie, il nodo del trasporto degli studenti in sicurezza in vista della ripresa dell’anno, l’approfondimento sui lavori Terza corsia e quello sulla controllata regionale Informest. Se ne parlerà dall’autunno

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