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LE FOTO. “La Pat sopprime le classi”, la protesta degli alunni: “Non separateci”. I genitori: “Calpestando i diritti dei più deboli”

ARCO. “Otto sezioni ci avete fatto iniziare e con gli stessi compagni gli esami vogliamo fare”, questo uno dei manifesti che meglio riassume la pacifica protesta portata avanti stamane nell’Alto Garda da genitori e alunni della scuola media Niccolò D’Arco. “Siamo qui oggi per farci sentire nel dissenso contro la scelta da parte della giunta provinciale di sopprimere una classe per l’anno a venire e così facendo creare nuovamente cambiamenti ai nostri ragazzi”, spiegano i genitori.

Nel frattempo anche altri giovani studenti dimostrano di aver le idee chiare su ciò che vogliono: Anche noi abbiamo dei sentimenti, siamo stufi dei vostri ripensamenti – e su un altro manifesto – avete lottato per mandarci in presenza, perché adesso ci complicate l’esistenza?”.

Ad ogni modo la protesta non dovrebbe sorprendere, gli ultimi due anni scolastici sono stati segnati dalla pandemia Sars-CoV-2 e sono proseguiti fra mille difficoltà. Durante i periodi di lockdown prima le classi sono state ridotte, anche separando alunni che avevano iniziato la scuola assieme, poi le lezioni sono passate in Dad su piattaforme online senza la possibilità di interagire fisicamente con compagni e insegnanti. Ora le scuole hanno riaperto seppur con molte restrizioni ma a farne le spese sono gli studenti, soprattutto i più giovani, che hanno dovuto fare i conti con una situazione a dir poco fuori dall’ordinario.

“Qualsiasi sia la motivazione che sta dietro questo dietrofront – incalzano i genitori che accompagnano i figli nella protesta – i ragazzi non hanno colpe e non devono però subire ingiustamente le conseguenze”. Nel mirino anche alcune precedenti dichiarazioni della Giunta leghista che, accusano i genitori, a parole si è sempre detta contro le classi pollaio ma nei fatti si starebbe comportando diversamente. Secondo i genitori le classi attuali già composte da 21 o 22 alunni potrebbero essere allargate fino a 26 componenti. “Una proposta improponibile soprattutto in un periodo come quello attuale dove ancora, purtroppo, non si può dire di aver scongiurato l’emergenza sanitaria in corso. Inoltre, prima di questa protesta avevamo mandato una lettera di richiesta che dalla Provincia è stata snobbata senza alcuna risposta, ne positiva ne negativa, completamente ignorata, e crediamo che ciò sia inaccettabile”.

Alla manifestazione era presente anche il primo cittadino di Arco, Alessandro Betta: “Ero lì perché il sindaco deve raccogliere sempre quella che è una richiesta della propria comunità, poi per me le proteste pacifiche sono alla base di quella che è la Costituzione. Avevo già ricevuto una lettera dai genitori che avevo sottoposto all’attenzione dell’assessore Mirko Bisesti quando era stato ad Arco”. Da parte sua sindaco preferisce non entrare in polemica con la Provincia pur riconoscendo le ragioni dei genitori. “Ho apprezzato la compostezza della protesta e auspico che si possa trovare una soluzione alternativa, d’altra parte questa è la comunità che rappresento ed era importante esserci”.

Insomma, la questione è stata posta e le criticità che riguardano il mondo della scuola ci sono. “Con la nostra presenza – proseguono i genitori – vogliamo dar voce a tutti questi aspetti che davanti a un discorso economico e politico decadono, calpestando così i diritti dei più deboli. È triste dover arrivare a ciò, ma questa è solo la prima di tante azioni che siamo disposti a fare pur di farci ascoltare e far star bene i nostri figli”. A giudicare dai numeri, alla manifestazione fra alunni e genitori c’erano quasi 120 persone, questa volta sarà difficile ignorare le istanze sulla scuola. 

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