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Le gavette del soldato “Toful” tornano a casa dopo 81 anni: raccontano ai parenti la sua storia al fronte

UDINE. Aveva mani grandi e cuore intrepido “Toful”, al secolo Cristoforo Cacitti, quando per la prima volta lasciò la Carnia per ammassarsi con le truppe del regio esercito lungo la frontiera con la Francia durante la battaglia delle Alpi Occidentali.

Era il giugno del 1940. I ricordi di quella stagione di guerra ridondavano nei racconti di Cacitti, morto a Caneva nel 2008. A distanza di oltre 80 anni, la storia di “Toful” è riaffiorata in una cantina della Liguria con gli oggetti del suo corredo militare che stanno per tornare a casa, da coloro che gli hanno voluto bene.

A cercarli è stato Luciano Feroci, 71enne romano con un passato da tipografo che, per godersi la meritata quiescenza, si è trasferito da un decennio in Liguria.

«Mio genero si occupa di antiquariato – racconta Feroci – qualche tempo fa, effettuando lo sgombero di una cantina appartenuta a un anziano che era deceduto a Borzonasca in provincia di Genova, ha trovato alcuni oggetti risalenti alla Seconda guerra mondiale e me li ha portati».

Si trattava di una borraccia, tre gavette piccole e una gavetta grande. Su quest’ultima era stato inciso il nome di Cristoforo Cacitti: ricordi del 12 marzo 1940 con riferimento alla classe 1919 Tolmezzo-Udine Distretto Sacile 1180 e i simboli che richiamavano il XXI Reggimento di Artiglieria, oltre al numero di matricola 7346. Appartenevano a “Toful”, nato a Caneva di Tolmezzo il 9 settembre del 1919 e morto l’8 ottobre 2008.

«Ho deciso di rintracciare i parenti di quel soldato e di donare loro il materiale» racconta Feroci.

È partito così l’appello che è rimbalzato a Caneva. A raccoglierlo è stata la pronipote di “Toful”, Daniela Lonardi che descrive il prozio come «un uomo dall’apparenza austera ma dal cuore grande.

Era un reduce di Russia, ci incantava spesso con i suoi racconti di guerra. Quel periodo della sua vita e, più tardi, le traversie del doloroso rientro dal fronte orientale, erano state per lui fonte di privazioni e sofferenze che lo avevano profondamente segnato».

“Toful” aveva tre fratelli e tre sorelle, ma erano tempi duri, la vita era difficile per tutti e qualcuno di loro se n’è andato precocemente. È sopravvissuta solo Luciana, l’ultimogenita, che vive in Germania.

Il destino di Toful si intrecciò con quello della nipote Mirella Cacitti: «Era rimasta orfana a 10 anni – racconta la figlia Daniela Lonardi – fu mio prozio “Toful” a occuparsi di lei, facendole da padre. Siamo molto grati a chi ha trovato quei ricordi ed è disposto a donarli – commenta riconoscente –, sarà un sollievo per la sorella e per noi tutti».

Cristoforo Cacitti non si sposò mai, trascorse la sua vita assieme alla sorella Maria, lavorando in cartiera e al mulino che la famiglia possedeva a Caneva, danneggiato durante il terremoto del 1976 e dismesso da allora.

“Toful” era solito pedalare in sella alla sua bicicletta e dedicava il tempo libero al suo stavolo, che aveva retto, intonso, alla furia dell’Orcolat. Lo aveva costruito da solo, con la forza delle sue mani grandi, nelle quali era solito racchiudere con una stretta vigorosa, quelle della pronipote.

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