Italy

Le lacrime di un imprenditore: "Ho lavoratori di 50 e 60 anni che mi supplicano di non licenziarli"

Napoli

Commercianti e cittadini in strada per sit-in pacifici a Napoli e nei comuni dell'hinterland: "Devono bloccare tasse e utenze. Pronti al lockdown ma solo dopo gli aiuti". Il video di NapoliToday

"Avevo cinquanta dipendenti, adesso siamo rimasti in diciotto. Tanti sono in cassa integrazione, che ancora non arriva. Ho dovuto distruggere i sogni delle persone che mi hanno accompagnato per una vita. Ho avuto lavoratori di 50 e 60 anni che si sono inginocchiati di fronte a me, per implorarmi di non essere licenziati".

È la drammatica testimonianza di Vincenzo Graziano, parrucchiere con diversi esercizi nel quartiere di napoletano di Pianura. Uno dei tanti imprenditori messi in ginocchio dalla seconda ondata. Quando parla ai microfoni di NapoliToday, Graziano ha gli occhi gonfi di lacrime: "Ci stanno distruggendo, non solo economicamente, ma anche psicologicamente. Durante il primo lockdown, ho incontrato tre persone pronte al suicidio perché non avevano neanche i soldi per il latte. Ho provato ad aiutarli. La classe politica, nazionale e regionale, è inadeguata, dovrebbero vergognarsi". 

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Il movimento 'Tu ci chiudi, tu ci paghi' ha raggiunto anche l'area Ovest di Napoli. Cittadini di Quarto, Pozzuoli, Pianura e Bagnoli si sono mobilitati con sit-in di protesta. Manifestazioni pacifiche che preparano il campo alla mobilitazione generale di sabato 31 ottobre, alla Rotonda Diaz. 

In strada ci sono i settori più disparati, come gli animatori o i titolari di palestre. Piergiorgio Mangiapia racconta che, nella sua palestra, non si sono più occupati di salute e benessere: "Il nostro lavoro è diventato quello di seguire regole sempre diverse e sempre più stringenti. Per le misure di sicurezza abbiamo speso il doppio delle risorse rispetto ai ristori ricevuti. Con un altro lockdown la mia attività non sopravviverà". 

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Servizio video di Massimo Romano, redazione di NapoliToday

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