A controllare e ridurre le tensioni causate dalla fallibilità e fragilità interviene la sperimentazione che con le sue osservazioni allarga, approfondisce o cambia il campo della conoscenza. A fondatori e investitori non basta soffermarsi sulla ragione astratta propugnata da Cartesio (1596-1650) per fondare le loro convinzioni e arrivare a una conclusione. C’è da tenere in gran conto il metodo sperimentale sostenuto da David Hume (1711-1776). Sperimentare non da soli ma interagendo con perseveranza in piccoli gruppi di fondatori e investitori aiuta a dissipare l’atmosfera di incertezza che avvolge le high-tech startup appoggiate dal venture capital à-la-Doriot.

L’High-Tech non è uno status symbol da esibire. Ponendosi a servizio della società, gli imprenditori delle high-tech startup fanno penetrare l’innovazione nei tessuti comunitari per rigenerarli. Il successo della loro azione è visibile nelle nuove attività lavorative da essi promosse e create, meritevoli di essere svolte perché sono segni di libertà a scapito dei lavori irreggimentati e ripetitivi. Un secondo indicatore di successo è l’avvio delle sperimentazioni dei processi di ideazione volti a generare imprenditorialità trasformativa. Varando provvedimenti che incanalano l’High-Tech lungo questa direzione, le autorità pubbliche traducono in azione la loro responsabilità circa le priorità sociali dell’innovazione.

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