Chiusa la partita del taglio del numero dei parlamentari con la vittoria del sì nel referendum dello scorso settembre -  risultato pubblicato sulla Gazzetta ufficiale del 21 ottobre -  il cantiere delle riforme resta aperto e all'ordine del giorno ci sono in Parlamento molte proposte. Ma al momento tutto è bloccato, rinviato un po' a causa dei lavori a singhiozzo per l'emergenza Covid, un po' per dissidi politici e contrasti nella maggioranza. Questa mattina il tavolo delle trattative prova a ripartire con un incontro fra i capigruppo di maggioranza e il ministro per le Riforme Federico D'Incà.
Tutto fermo, dunque, a partire dalla legge elettorale che si trova in una situazione di stallo per le divisioni interne nella maggioranza sulla soglia di sbarramento. Un blocco che potrebbe fare slittare la discussione alla primavera-estate dell'anno prossimo. Cioè alla vigilia del semestre bianco che precede l'elezione del nuovo presidente della Repubblica e comincia il 3 agosto.

Pd e Iv: "Grave stallo, rispettare i patti"

 Il Pd e Iv esprimono preoccupazione per la situazione di stallo, lanciano l'allarme e ricordano agli alleati di governo i patti della colazione. "Il nulla di fatto registrato nella riunione di maggioranza è grave", ammoniscono i capigruppo democratici di Camera e Senato Graziano Delrio e Andrea Marcucci. "Si deve procedere secondo le intese concordate - aggiungono - portando a conclusione i correttivi costituzionali già in agenda alle Camere e la legge elettorale". Iv riunisce domani la sua cabina di regia con all'ordine del giorno l'analisi della situazione politica evidenziando, spiegano fonti del partito di Matteo Renzi, "grande preoccupazione per lo stallo dei tavoli di maggioranza che avrebbero dovuto costruire le condizioni per andare avanti dopo la legge di bilancio".

Lo scenario potrebbe mutare grazie al dialogo con Fi

Uno scenario che però potrebbe mutare grazie al dialogo aperto fra la maggioranza e Forza Italia sui temi economici. Un confronto che potrebbe estendersi alle riforme. Soprattutto alla nuova legge elettorale. Silvio Berlusconi e il suo partito sono favorevoli al sistema proporzionale previsto dal Brescellum, la proposta in discussione figlia della mediazione proposta da Giuseppe Brescia, presidente della Affari costituzionale della Camera.

Ancora ieri il leader di Forza Italia ha detto no alla federazione proposta da Matteo Salvini e ha rimarcato che nel sistema elettorale proporzionale si corre da soli. Un possibile appoggio di Forza Italia, che al momento, secondo i sondaggi, non ha la preoccupazione della soglia adi sbarramento, farebbe sparire dal tavolo il potere di interdizione di Matteo Renzi e la necessità di usare i suoi voti. Soprattutto al Senato, dove i forzisti hanno 59 seggi.


I collegi

Nel frattempo, la stessa legge che riduce il numero dei parlamentari prevede che il taglio non entri in vigore prima di 60 giorni. Il tempo per ridisegnare i collegi in base alla legge elettorale vigente. E nello scorso maggio il Parlamento ha approvato una legge che permette di applicare le leggi elettorali indipendentemente dal numero dei seggi. Ma è evidente che, di fronte a un sistema elettorale nuovo, si dovrà procedere al ridisegno dei collegi. Oggi, grazie all'informatica non ci vogliono tempi lunghissimi. Come accadde nel 1993 quando il ridisegno dei collegi per applicare il Mattarellum allungò di un anno la vita del governo di Lamberto Dini.

Elettorato attivo del Senato

Gli accordi fra Pd e M5S sul taglio dei parlamentari prevedevano un pacchetto di riforme che dovevano mitigare gli effetti della riforma costituzionale fortemente voluta dai grillini. Uno dei primi correttivi era quello di portare l'età minima per votare per il Senato a 18 anni, equiparando l'età a quella prevista per la Camera. Il testo della riforma costituzionale è stato approvato dal Senato in seconda lettura ed è stato trasmesso alla Camera il 20 settembre


La modifica della base regionale per l'elezione del Senato

La proposta di legge costituzionale a prima firma del capogruppo Leu alla Camera Federico Fornaro prevede di passare da un Senato eletto su base regionale a uno eletto su base circoscrizionale. La riforma eliminerebbe uno dei problemi più seri che si sono posti in ogni tentativo di riforma degli ultimi decenni ed eliminerebbe il ripetersi di risultati difformi fra Camera e Senato e la nascita di governi con problemi di stabilità a Palazzo Madama. Il testo è in discussione alla Camera.

Modifica del numero dei delegati nell'elezione del Presidente della Repubblica

Nella stessa proposta di legge che ridisegna l'elezione del Senato è previsto anche di portare da 3 a 2 il numero dei delegati che ogni regione nomina per partecipare all'elezione del Presidente della Repubblica. La norma serve a riportare il numero dei delegasti regionali in proporzione al nuovo numero dei parlamentari.

Il referendum propositivo

La proposta di riforma costituzionale avanzata dai grillini prevede una procedura rafforzata per la discussione dei progetti di legge di iniziativa popolare. In pratica, la proposta di legge popolare, presentata da 500 mila elettori, viene sottoposta a referendum popolare qualora il Parlamento non l'approvi entro 18 mesi dalla sua presentazione. Le Camere possono approvare il testo con modifiche. Ma se queste non sono formali, il testo viene sottoposto lo stesso a referendum popolare. Il giudizio di ammissibilità del referendum resta però in capo alla Corte costituzionale. Il testo è stato approvato dalla Camera ed è in discussione al Senato.

Il Titolo V

L'aspro e confuso dibattito in corso sulle competenze fra Stato e Regioni nella gestione della lotta alla pandemia ha riportato alla ribalta anche la modifica del Titolo V della Costituzione per ridefinire le competenze statali e regionali. Nella maggioranza c'è un accordo di massima per intervenire. Al momento alla Camera c'è però solo in discussione un testo che mira a rafforzare la clausola di supremazia statale in alcune situazioni.

ll pacchetto del Pd

Il Pd ha presentato ad ottobre un suo pacchetto di riforme che prevedono: la sfiducia costruttiva; il potere del presidente del Consiglio di chiedere la revoca dei ministri; la fiducia votata al Presidente del Consiglio dal Parlamento in seduta comune; il Parlamento in seduta comune vota la legge di Bilancio, le leggi costituzionali e i trattati internazionali. E infine la differenziazione dei ruoli tra Camera e Senato e integrazione dei rappresentanti regionali.

Conflitto di interessi

Il Parlamento sta discutendo anche una nuova legge sul conflitto di interessi. Argomento molto caro ai grillini che ne hanno recentemente chiesto l'approvazione. Il testo, presentato alla Camera dal Pd è in discussione alla commissione Affari costituzionali.

Riforma dei regolamenti parlamentari e dei quorum

Un altro problema derivante dal taglio dei parlamentari è quello della modifica dei regolamenti parlamentari e dei quorum per l'elezione di membri del Csm, della Corte costituzionale e altri organi. Il Senato ha modificato il suo regolamento l'anno scorso, ma evidentemente non ha tenuto conto della sforbiciata dei senatori. La Camera, invece, non è riuscita ad approvare la modifica del suo regolamento alla fine della scorsa legislatura.