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Libia, governo di accordo nazionale sospende i colloqui

18 febbraio 2020A Roma la riunione dei ministri degli Esteri e della Difesa della Repubblica Italiana e della Federazione Russa (cosiddetto Formato 2+2), cui partecipano il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, il ministro della Difesa Lorenzo Guerini, il ministro degli Esteri della Federazione Russa, Sergey Lavrov, e il ministro della Difesa della Federazione Russa, Sergey Shoygu. 

Di Maio: Mosca fondamentale per dialogo parti


"La riunione di Monaco ha confermato l'impegno della comunità internazionale per attuare le conclusioni della conferenza di Berlino, l'unica via possibile per la soluzione della crisi in Libia è quella politica. Il ruolo di Mosca sarà fondamentale per produrre un atteggiamento costruttivo e moderato tra le due parti, anche nelle prossime fasi, a partire dalla riunione nel formato 5-5 a Ginevra domani". Lo ha detto il ministro degli Esteri Luigi Di Maio in conferenza dopo il vertice Italia-Russia nel format Esteri-Difesa.

Non scontato unanimità Ue sul sì a missione


La notizia è che "c'è una missione, non era scontato che 27 Paesi Ue fossero tutti d'accordo su una missione contro l'ingresso di armi in Libia". Lo ha detto il ministro degli Esteri.

Missione Ue anche di terra con ok parti


La missione Ue per il controllo dell'embargo sulle armi in Libia sarà "aerea, navale e terrestre se sarà autorizzata dalle parti in causa". Lo ha detto Di Maio in conferenza. "Il pattugliamento aereo e marittimo avverrà con attrezzature militari, ma la postura dell'Ue non è di guerra bensì legata all'affermazione della pace", ha aggiunto, rilevando che lo stop all'arrivo di armi aiuterà il dialogo tra le parti.

Di Maio a Lavrov: attuare gli accordi di Minsk


Per l'Italia la soluzione della crisi in Ucraina passa dalla "centralità degli accordi Minsk ed "abbiamo invitato la controparte a contraccambiare le aperture di Kiev". Lo ha detto il ministro degli Esteri in conferenza stampa con il collega russo Serghiei Lavrov. Una soluzione a questa crisi "consentirebbe di rilanciare rapporti tra Ue e Russia, affrontando anche il nodo delle sanzioni", ha aggiunto.

Lavrov: missione Ue non contraddica risoluzioni Onu


"La Russia insiste che deve essere sacrosanto rispettare gli accordi e non intraprendere azioni che potrebbero essere viste come contraddittorie rispetto al Consiglio di sicurezza Onu". Lo ha detto il ministro degli Esteri russo Serghiei Lavrov dopo la riunione Italia-Russia informato Esteri-Difesa a Roma, parlando della missione Ue per l'embargo delle armi. "I meccanismi devono essere concordati con il Consiglio di Sicurezza, non possiamo rispettare gli auspici solo di una parte o del'altra, l'Italia ci ha rassicurato diavere piena comprensione di questa situazione".   

"La Russia comprende la legittimità delle cause che spingono l'Italia a riportare ordine in Libia e a bloccare l'ingresso delle armi", ha detto Lavrov, chiedendo allo stesso tempo che tutti i meccanismi della missione Ue "siano concordati con il consiglio di sicurezza Onu". Lavrov ha chiarito che oggi "l'Italia ha fornito una dettagliata spiegazione" della prossima missione Ue.

A Ginevra Salamè afferma: "Tutti i Paesi Onu aiutino su embargo armi"


"Chiunque possa aiutare a controllare che l'embargo sulle armi in Libia sia rispettato è il benvenuto". Lo ha detto l'inviato speciale dell'Onu Ghassan Salamè in una conferenza stampa a Ginevra. "Se lo facciano gli europei o altri, non è un mio problema", ha risposto a chi gli chiedeva un parere sulla decisione, presa ieri dai 27 a Bruxelles, di inviare un missione militare Ue per monitorare l'embargo. 

Salamè, attaccato il porto di Tripoli: "Situazione fragile"


"La situazione sul terreno in Libia resta fragile, la tregua viene violata in continuazione. Oggi c'è stato un attacco al porto di Tripoli". Lo ha detto l'inviato speciale dell'Onu dopo il secondo round di colloqui tra il governo di Fayez al-Sarraj e rappresentanti delle forze del generale Khalifa Haftar. Tuttavia, ha rassicurato Salamè, "il principio del cessate il fuoco non è stato rinnegato da nessuna delle due parti e il processo politico sta cercando di farsi strada". "Fino a che la tregua continuerà ad essere violata, come oggi contro il porto di Tripoli, è molto molto difficile pensare a un dialogo e un negoziato tra le due parti", ha sottolineato l'inviato speciale dell'Onu per la Libia. "Fino a che la tregua continuerà ad essere violata, come oggi contro il porto di Tripoli, è molto molto difficile pensare a un dialogo e un negoziato tra le due parti", ha sottolineato l'inviato speciale dell'Onu per la Libia.

Salamè: nonostante Berlino embargo armi violato


Alcuni Paesi che alla conferenza di Berlino avevano preso l'impegno a rispettare l'embargo sulla vendita di armi alla Libia non lo hanno fatto, ha detto Salamè a Ginevra. "Dal 19 gennaio ci sono state violazioni dell'embargo sulla vendita di armi alla Libia e sull'invio di mercenari", ha sottolineato. 

Tripoli: Piano Ue per embargo armi fallirà


Il piano proposto dall'Unione europea "per vietare il flusso di armi in Libia fallirà nella sua forma attuale, in particolare sulle frontiere terrestri e aeree nella regione orientale". Lo dichiara in una nota il ministero degli Esteri del Governo di accordo nazionale libico di Tripoli. "Il governo di accordo nazionale - spiega la diplomazia libica - ha ripetutamente chiesto per anni la rigorosa attuazione delle risoluzioni del Consiglio di sicurezza che hanno vietato il flusso illegale di armi nel nostro Paese". Tripoli rivendica inoltre il suo "diritto di continuare le sue alleanze militari aperte attraverso canali legittimi".

Dopo l'attaccato al porto di Tripoli, sospesi colloqui di Ginevra


E' di tre civili morti e altri cinque feriti il primo bilancio del raid dell'Esercito di Khalifa Haftar sul porto di Tripoli. Lo scalo marittimo della capitale non era stato finora mai colpito dal generale della Cirenaica. Dopo il raid dell'Esercito nazionale libico del generale Khalifa Haftar sul porto della capitale Tripoli, il Governo di accordo nazionale ha deciso "di sospendere i colloqui militari di Ginevra fino a quando non saranno presi provvedimenti contro l'aggressione e contro le sue continue violazioni". L'esecutivo guidato da Fayez al Serraj condanna "i continui raid sulle capitale e sulle sue strutture vitali che vanno a paralizzare la vita della popolazione". I colloqui militari 5+5 iniziati a Ginevra per monitorare la tregua fanno parte delle azioni decise dalla Conferenza di Berlino.