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Lo sci alza bandiera bianca, la Regione: stagione finita

UDINE. Un buco nero. La stagione dello sci non partirà, nè il 5 marzo, nè dopo. L’epidemia di coronavirus torna a mordere e il prossimo Dpcm, il primo dell’era Draghi, prevede restrizioni importanti, che coinvolgono anche il turismo montano.

Del resto è impossibile, con i numeri attuali della pandemia, avviare una macchina organizzativa che coinvolge impianti, strutture, alberghi, rifugi, ristoranti e quant’altro per ospitare i turisti. In Friuli Venezia Giulia tutti ci avevano sperato, fino all’ultimo, ma ormai la rassegnazione ha preso il sopravvento.

Albergatori ed esercenti guardano già all’estate, a una massiccia campagna di promozione per attirare i clienti da aprile, maggio in poi. Del resto l’estate 2020, con il virus quasi azzerato, aveva fatto segnare grandi numeri per la montagna friulana, apprezzata in ogni suo aspetto. E così gli operatori sperano di ripetersi quest’anno e di salvare almeno una parte del loro lavoro.


Certo la delusione e l’amarezza per la stagione dello sci cancellata è cocente. Mai come quest’anno l’innevamento, nei sei poli regionali, dal Piancavallo allo Zoncolan, da Sappada al Tarvisiano, da Forni di Sopra a Sella Nevea era stato perfetto, fin da dicembre.

E gli sciatori del Friuli Venezia Giulia, avrebbero fatto di tutto per ritagliarsi almeno qualche giornata sulla neve, in marzo. Tanto che Promoturismo, come conferma l’assessore regionale al Turismo Sergio Emidio Bini, aveva già profilato, sul suo sito Internet, ben 20 mila persone. Ventimila appassionati che si erano registrati per poter acquistare gli skipass online e per seguire tutte le regole dei protocolli in fatto di sicurezza, dal distanziamento sulle piste fino alle code per gli impianti, che comunque sarebbero stati utilizzati a metà capienza.

«Eravamo pronti a partire - conferma Bini -. Avevamo già fatto le registrazioni dei clienti, ma è un lavoro che sarà utile per il futuro. Il desiderio di ripartenza c’era, appena le persone avevano le possibilità volevano uscire. Promoturismo ha fatto un grande lavoro con gli impianti, le piste sono sempre state battute e sono perfette, avevamo sostenuto dei costi non indifferenti per approntare tutto quanto. Io credo che senza incertezze avremmo fatto arrabbiare di meno la gente, gli imprenditori hanno dovuto programmare, spendere e assumere per ritrovarsi con niente in mano. Mi auguro ci sia, da parte del Governo, un occhio particolare per il settore ricettivo che ha sofferto moltissimo».

Infine una considerazione per i maestri di sci. Sono 450 quelli che lavorano in regione, un esercito. Sono stati praticamente sempre fermi e i ristori li hanno visti con il contagocce. Un danno, per la categoria, di 38 mila ore di lavoro andate in fumo. E il batticuore per la prossima stagione, quella della rinascita.

Bini: stagione chiusa lavoriamo per i ristori

«Ormai la stagione invernale è chiusa - ammette l’assessore regionale al Turismo Sergio Emidio Bini - . Quello che ho sempre criticato è l’incertezza perdurante. Commercianti, imprenditori ed esercenti, non hanno mai saputo nulla di certo, di definito. Ho avuto due confronti con il ministro del Turismo Garavaglia ed è un uomo molto concreto, ascolterà le esigenze delle categorie. Risarcire i danni causati, non è una banalità, dobbiamo impegnarci al massimo. Alcune categorie stanno a zero, come Regione faremo la nostra parte, un occhio di riguardo per la montagna nella manovra Ristori di marzo ce l’avremo».

Pandolfo: l’obiettivo è completare i corsi

«C’è grande rammarico – commenta Alessandro Pandolfo, presidente regionale dei Maestri di sci –, rimaniamo nella nostra convinzione che si poteva aprire, con i protocolli che avevamo presentato. Adesso speriamo nei ristori e che non si prenda in giro la gente che lavora. Speriamo di proseguire in regione il corso di formazione per una cinquantina di maestri, speriamo che ce lo consentano, farò una richiesta per farci utilizzare un impianto in ciascun polo per poter completare il percorso formativo. Formalizzerò la richiesta sperando nella sensibilità della Regione e anche dell’apparato scolastico».

Schneider: ogni sforzo per un’estate sicura

Allarga le braccia Paola Schneider, presidente degli albergatori, con attività a Sauris. «La stagione invernale la dichiariamo chiusa prima che parta, ormai l’inverno se ne è andato, ci concentriamo sull’estate, speriamo che le cose si mettano meglio dal punto di vista sanitario. Opportuno chiudere adesso, per non compromettere la primavera e l’estate. Poi è da vedere cosa ne pensa la politica. Noi faremo tutto il possibile per avere un’estate decente. Dobbiamo dire la verità ai clienti, stiamo aspettando l’evoluzione della pandemia. Siamo in attesa dei ristori, spero che arrivi qualcosa, dovremo avere un po’ di pazienza».

Del Mestre: la prevenzione sulle piste ha funzionato

Il vice presidente della Fisi regionale Tancredi Del Mestre, assieme a tutto lo staff, è riuscito a salvare la stagione degli agonisti. «La Federazione e Promoturismo ci hanno dato la possibilità di svolgere gli allenamenti e le gare - dice - . Per noi è stato un momento importante per l’attività a livello di sci club con oltre un migliaio di sciatori, dai bambini ai master. In questi mesi sono stati rispettati alla lettera i protocolli: tutti erano controllati dal punto di vista della salute, la prevenzione ha funzionato. Siamo dispiaciuti per lo sci amatoriale, e molto solidali con i maestri, si è interrotta una filiera».

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