Italy

Lo strano caso di Atac: vuole lo sgombero di Lucha y Siesta ma ne fa una fermata della Linea Fuxia

Da sempre in prima linea per chiedere lo sgombero di Lucha y Siesta, la casa rifugio per le donne vittime di violenza che opera in uno stabile di Atac, la municipalizzata le ha però dedicato una fermata della Linea Fuxia dedicata ai luoghi simbolo della lotta alla violenza di genere. Le attiviste: “Incredulità. Sgomento. Disgusto. Per ora predominano rabbia e indignazione”. Il 5 agosto, Lucha torna all’asta per essere venduta al miglior offerente.

C'è una fermata Atac nel quartiere del Quadraro, che è impossibile non notare: perché lì dove ci dovrebbe essere scritto il nome della linea compare la sigla ‘8M'. È colorata di fucsia, il colore di Non Una di Meno, e i capolinea sono la casa rifugio per le donne vittime di violenza ‘Lucha y Siesta' e ‘Una stanza tutta per noi'. Luoghi delle donne per le donne, simboli e radici di quel movimento transfemminista che da anni soffia nel mondo e che da anni aleggia anche a Roma. Ma cosa accade? Succede che Atac ha dedicato una linea ai ‘luoghi simbolo della lotta alla violenza di genere', un servizio sperimentale che per una settimana sarà attivo 24 ore su 24 "per garantire alle donne il libero accesso agli spazi che le difendono, le proteggono e le accolgono. Sono luoghi fondamentali che intendiamo mettere a valore con tutti i mezzi a disposizione dell’azienda. Perché il futuro è donna". Il biglietto sarà gratuito e farà tappa in questi posti. Benissimo. Ma allora cosa c'è che non va?

C'è che da anni Atac chiede, insieme al Comune di Roma, lo sgombero della casa delle donne ‘Lucha y Siesta' dallo stabile di via Lucio Sestio. Eh sì, perché il capolinea della linea Fuxia si trova in uno stabile della municipalizzata, messo all'asta nonostante le proteste delle attiviste, delle donne che lì vi abitano e di tutta la cittadinanza. Le interlocuzioni chieste dalle attiviste con Atac e Campidoglio non sono mai andate a buon fine, e nonostante la richiesta della Regione Lazio di acquistare lo stabile, l'asta sta andando avanti. E proprio il 5 agosto, poco dopo il termine della sperimentazione della Linea Fuxia, ci sarà un nuovo evento per vendere Lucha y Siesta. Che non è vuota, ma ospita al suo interno donne e minori fuoriusciti da contesti di violenza e che hanno intrapreso con le operatrici un percorso di fuoriuscita complesso e molto delicato.

Nella casa rifugio c'è un clima che dire sbigottito è poco di fronte all'iniziativa di Atac. "In tantə ci chiedono cosa ne pensiamo. Non lo sappiamo con esattezza. Incredulità. Sgomento. Disgusto. Oppure è un ridicolo tentativo di riconoscimento delle esperienze cittadine? Per ora predominano rabbia e indignazione, in questi giorni così difficili e complicati, a pochi giorni dalla terza asta di vendita dell’immobile in cui si trova Lucha y Siesta", fanno sapere le attiviste. "L’Atac che oggi parla di Linea Fuxia è infatti la stessa società di proprietà del Comune di Roma che ha inserito l’immobile in cui, da 13 anni, vive la complessa esperienza di Lucha y Siesta nel piano di concordato preventivo come fosse un oggetto vuoto, immobile che il 5 agosto sarà battuto all’asta per la terza volta". "Non abbiamo bisogno di operazioni di pinkwashing ma di politiche attive e strutturali, abbiamo bisogno della vitalità e della longevità di esperienze come Lucha y Siesta".

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