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Lo strano piano di Arcuri con i tendoni che costano più dei vaccini

C'era bisogno delle primule?

Otto milioni di euro per i gazebo con le primule che possono vaccinare mezzo milione di italiani in tre mesi. Costi decuplicati, tempi stretti, spazi angusti e igiene impossibile. Today.it ha raccolto i dubbi dell'architetto Carlo Quintelli, Professore all'università di Parma

L'unica bellezza, nel bel mezzo di una pandemia, dovrebbe essere quella dell'efficacia. Invece no: l'Italia si doterà dei gazebo a forma di "Primula" che andranno ad abbellire - almeno inizialmente - 21 piazze per la modica spesa di 8.400.000 euro. Cosa hanno di speciale queste primule? Saranno il volano della vaccinazione di massa contro la Covid-19, almeno stando al piano del commissario all'emergenza coronavirus Domenico Arcuri. Peccato che il progetto oltre a essere costoso sia tutt'altro che efficiente. Ne abbiamo parlato con l'architetto Carlo Quintelli, Professore ordinario di Composizione architettonica e urbana dell'Università di Parma, già Pro Rettore con delega all'Edilizia e Infrastrutture del medesimo ateneo. 

Facciamo un passo indietro: venerdì 22 gennaio è stato pubblicato dalla struttura commissariale un bando "di massima urgenza" per la fornitura di padiglioni temporanei dedicati alla somministrazione dei vaccini anti Covid-19. La prima cosa a saltare agli occhi sono le tempistiche: mercoledì 27 gennaio alle ore 10:00 dovranno essere presentate tutte le offerte e i progetti. Risultano così appena quattro i giorni feriali concessi ai proponenti che tra l'altro dovranno dimostrare di non essere nuovi a opere simili, ma anzi aver concluso progetti similari tra il 2017 e 2019 per milioni di euro.

Nel bando viene specificato che sono 21 i padiglioni (uno per ogni capoluogo di regione) da realizzare in 30 giorni dalla data di affidamento. Ma il numero dei padiglioni potrebbe essere aumentato fino a 1200.

Nella gara si legge inoltre che il prezzo di ciascun tendone (inclusi mobilio, montaggio, allacci, smontaggio e trasporto al deposito) non potrà essere superiore alle 1.300 euro al metro quadrato, più l'Iva. Se da progetto gli stessi sono indicati di dimensioni pari a 315 metri quadrati si fa presto a capire che si sta ragionando di cifre pari a oltre 400mila euro per ogni tendone (al netto dei ribassi di gara). Moltiplicato per 21 capoluoghi di regione o provincia autonoma si arriva oltre 8 milioni di euro (8.400.000 euro). L'appalto però potrebbe livitare fino ad una cifra mostruosa se la struttura commissariale dovesse dar fondo all'opzione dei 1200 padiglioni: si parla di 480 milioni di euro

Per capire dell'ordine di grandezza, stiamo parlando degli stessi soldi con cui si potrebbero acquistare 25 milioni di dosi di vaccino Pfizer. 

bando primule-2

Perdoni la lunga premessa, ma professore Quintelli, qui stiamo parlando di soldi pubblici spesi in modo adeguato?

"Partiamo dai tempi: registro una grave anomalia, ovvero un ritardo spaventoso. Sapevamo già da settembre 2020 che buona parte delle case farmaceutiche avrebbero commercializzato i vaccini intorno all'inizio di gennaio. Anche l'istituto superiore di sanità - che è solitamente estremamente prudente - aveva parlato già da mesi come quasi sicuramente la vaccinazione di massa sarebbe iniziata nel primo trimestre del 2021. Invece Arcuri presenta l'idea dei padiglioni solo a dicembre, in ritardo di almeno tre mesi, quando in Germania avevano già allestito spazi e strutture di proprietà pubblica e para pubblica e che aspettavano in standby solo la consegna delle dosi.

Altro tema correlato ai tempi: la gara così come è scritta da l'opportunità a chi ha già qualcosa in magazzino di adattare le strutture alle specifiche richieste. Inoltre organizzare in 30 giorni la logistica di consegna vuol dire avere a disposizione 21 squadre in tutta Italia che lavorano contemporaneamente in 21 piazze italiane.

Inoltre si richiede la riparazione degli impianti con intervento entro 30 minuti dalla chiamata. Da sottoporre all’attenzione della ricerca in logistica del Pentagono o di Amazon. Delle due l’una verrebbe da pensare: o chi ha redatto il bando è totalmente ingenuo ed estraneo al settore o qualcuno ha già pronto tutto da inizio dicembre."

Perdoni la franchezza, ma sono soldi ben spesi? 

"Quando sono stati presentati i padiglioni a forma di fiore si è a lungo scherzato sulla battuta di come si sia pensato di renderli gradevoli dal punto di vista estetico. Beh, nel mezzo di una pandemia l'unica bellezza dovrebbe essere quella dell'efficacia di un progetto. Le faccio un esempio. Ho appena consegnato un progetto per allestire un punto di somministrazione dei vaccini qui alla fiera di Parma. Con un investimento di 50mila euro è possibile attrezzare 36 postazioni vaccinali. 36 e non 6 come prevede invece il gazebo del piano Arcuri. È evidente la irrazionalità nella gestione delle risorse".

Mi parlava anche di come anche dal punto di vista igenico le carenze siano evidenti.

"Punto primo. Abbiamo visto i render di questi padiglioni in posti come piazza Duomo a Milano. Ovviamente è impensabile un allaccio delle acque nere. Come la mettiamo quindi con i bagni? Dovranno esserci, basti pensare che parliamo di strutture che possono ospitare più o meno stabilmente 50 persone tra accettazione-svolgimento-attesa di eventuali effetti avversi. Con due bagni e un solo bagno condiviso per gli operatori è una sottodotazione totale. Inoltre non potranno che essere bagni chimici. O confideranno nei bar dei dintorni, se in zona gialla.

primule boeri-2

Punto secondo. Per tenere bassa la carica microbica in una struttura come questa occorre predisporre un impianto che aspiri l'aria per forzarne il ricambio. Ma la depressurizzazione pone problematiche non solo di natura strutturale, ma anche il rischio di contaminazione ambientale. Con l'effetto di avere una sorta di aspiratore al centro della piazza. 

Punto terzo. Gli ambienti non sono funzionali e sono troppo piccoli e inadeguati dal punto di vista dell'efficacia. Basti pensare alla sala dedicata alla cura delle eventuali reazioni avverse: 9 metri quadri in cui è impensabile poterci mettere i macchinari adeguati e assicurare la presenza di tre operatori. Il resto degli ambienti è da sommergibile, 2,60 metri di profondità degli spazi per anamnesi e vaccinazione (idonei si dice a 4 persone tra operatori e pazienti/accompagnatori). E i corridoi? sono da 140 centimetri quando negli ospedali la misura minima è 280. Sarà impossibile mantere le adeguate distanze di sicurezza. Non dimentichiamo che siamo in piena pandemia. Da centri di vaccinazione potrebbero diventare centri di contagio". 

Non ci resta che la bellezza, un po' costosa non trova? 

"Con 1300 euro al metro quadro ci fanno una festa. A questa modica cifra è in grado di effettuare 6 vaccinazioni alla volta per la durata, compresa anamnesi, di 10/15 minuti a seconda dei soggetti. Ma diciamo pure 12 minuti per 6 postazioni. Se consideriamo 30 vaccinazioni all'ora per 10 ore per tre mesi senza mancare un turno e con efficienza tayloristica, si vaccinano 27.000 persone, un piccolo centro da 30.000 abitanti, spendendo “solo” 10 volte tanto rispetto a un punto vaccini di analoga portata nella sala civica, in quella parrocchiale, nella palestra, sotto la tenda degli alpini e via dicendo… Per un centro da 100.000 abitanti il padiglione da quasi mezzo milione di euro li vaccina tutti ma gli ci vuole un anno.

Se le dovessi chiedere il prezzo giusto? 

"Il prezzo giusto? Con 30mila euro si possono ricavare venti postazioni all'interno di uno spazio fieristico/pubblico. O anche privati, basti pensare ai cinema che ora sono vuoti. In un palazetto dello sport al 50 per cento dei cosi si possono allestire strutture in 3 giorni. Davvero non mi spiego il senso.  

La valutazione costi benefici ora la lasciamo a voi nella consapevolezza che altre strutture per fortuna verranno utilizzate per la vera e propria campagna vaccinale. Ma davvero, avevamo questi 8 milioni di euro da spendere? (per non parlare degli altri 400 già opzionati). Il professore Quintelli ha già promosso una segnalazione all’Osservatorio degli appalti e alla Corte dei Conti, mentre a Montecitorio è stata depositata una interrogazione parlamentare a prima firma del deputato Daniele Belotti.

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