La neo assessora al Welfare chiede una sospensione "in attesa dell'aggiornamento degli indici Rt"

Primo giorno ieri di zona rossa per la Lombardia. L’ordinanza adottata dal ministro della Salute, Roberto Speranza, che avrà una validità di almeno due settimane, non è andata giù al governatore Attilio Fontana, che ha annunciato un ricorso che verrà presentato nella giornata di oggi. E la neo assessora al Welfare, Letizia Moratti, chiede una sospensione di 48 ore del provvedimento “in attesa dell’aggiornamento degli indici Rt basato su dati che configurerebbero per Regione Lombardia un livello di rischio attuale tutt’altro che da zona rossa”.

A Milano e in altre città il centro torna ad essere semideserto, visto che anche alcuni negozi come quelli di abbigliamento e calzature devono restare chiusi con deroga per chi vede intimo e vestiti per bambini, così come le gioiellerie e altri esercizi. Battuta d’arresto, quindi, anche per i saldi invernali, al via subito dopo l’Epifania e ora ingolfati. La situazione è quasi spettrale anche alla stazione Centrale, con pochi viaggiatori in partenza e in arrivo. Per chi si muove, tra l’altro, è necessario un valido motivo da trascrivere sull’autocertificazione.

Una vicenda delicata che ha spinto l’inquilino di Palazzo Lombardia alla rimostranza. “Sono convinto che la zona arancione, con una particolare attenzione sulle scuole, avrebbe garantito la sicurezza”, chiarisce Fontana. Che poi non risparmia critiche all’esecutivo Conte, già di per sé alle prese con la crisi dopo lo showdown di Matteo Renzi: “Il governo deve rivedere gli incongrui parametri che regolano le aperture, le chiusure e in sostanza la vita dei cittadini”.

Intanto, sono 1.603 i nuovi casi di coronavirus e 65 i morti per un totale di 26.637 dall’inizio della pandemia. Diminuiscono i ricoverati nelle terapie intensive (-2) e nei reparti (-54) con, rispettivamente, 452 e 3.610 posti occupati. Resta la provincia di Milano, la più colpita con 440 positivi, seguita da Brescia con 335.

In ogni caso, la Regione si rivolgerà al Tar partendo da un contro-dossier, in cui si sostiene che si dovrebbero applicare con “maggiore ponderazione” non solo il parametro dell’indice Rt, ma anche gli altri indicatori finalizzati alla definizione del livello di rischio. E non solo. La Lombardia chiede che siano “valorizzati maggiormente i criteri di tempestività, di completezza e coerenza nonché del criterio di resilienza del Sistema sanitario regionale”. Fontana poi la fa breve: “Puntiamo a sederci al tavolo tecnico della modifica dei parametri. Tavolo di confronto che il governo ha più volte promesso, ma mai aperto”. Ma anche il neo assessore allo Sviluppo economico, Guido Guidesi, incalza l’esecutivo e chiede di sbloccare i soldi da destinare anche alla locomotiva d’Italia: “Mentre il sistema produttivo lombardo soffre, diversi milioni di euro, che sarebbero dovuti partire da Roma, non sono mai arrivati alle imprese”.

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