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Luca Marzolla, professore d’Orchestra della Sinfonica di Sanremo sul palco dell’Ariston: “Suonare è un atto di responsabilità”

“Suonare in un momento così complesso credo sia un atto di coraggio e responsabilità”

Sanremo - «La musica è il nostro grande motore, è il “collante” del Festival». Così Luca Marzolla, violinista, professore d’orchestra dell’Orchestra Sinfonica di Sanremo, in questi giorni impegnato sul palco dell’Ariston, inquadra il filo rosso che lega e sostiene il Festival.

«Si tratta sicuramente di un’edizione senza paragoni, emozionante proprio perché unica – continua – Noi professori d’orchestra lo stiamo vivendo con grande partecipazione, perfettamente consapevoli dello sforzo necessario per svolgere al meglio un appuntamento così importante. I conduttori sono dei veri professionisti che gestiscono al meglio una situazione complessa. Non è facile, ma hanno tutto il nostro sostegno». Ed è proprio l’orchestra quest’anno il focus delle serate, un doppio (e inedito) ruolo anche per i professori – quello di musicisti e al tempo stesso di unico pubblico – in condizioni non semplici e in un’atmosfera irreale.

«Credo la fatica sia pari a quella di tutti i professionisti che svolgono con amore e dedizione il proprio lavoro – dice ancora Marzolla – Siamo costantemente sottoposti a tamponi, seguiamo un rigido protocollo, lavoriamo in leggii separati e con dei turni di lavoro che ci hanno imposto orari spesso difficili, ma vogliamo che il Festival sia un segno di speranza e di ripartenza per il nostro Paese. Un Festival speciale con moltissimi artisti diversi capaci di coinvolgere tutte le generazioni, dai sostenitori di Gaia a quelli di Orietta Berti».

Molte le polemiche nate intorno all’opportunità di organizzare l’evento sanremese: «Credo che suonare, quando ne si abbia l’occasione in questo periodo così complesso, sia sempre un atto di coraggio e di responsabilità, specie in un evento dalla risonanza mediatica così importante. Proprio perché la cultura sta vivendo un momento di grave crisi noi artisti abbiamo il dovere di mettere in risalto l’attività musicale ed il lavoro magistrale di tante maestranze del mondo dello spettacolo. Credo nelle istituzioni e voglio credere nell’importanza data alle orchestre, ai teatri, ai musei e alla cultura italiana».

Dello stesso parere Paolo Maluberti, direttore generale della Fondazione Orchestra Sinfonica: «Ritengo che il Festival abbia contribuito a porre attenzione su tutto il settore dello spettacolo. Non è un caso che il governo abbia dato, nell’ultimo Dpcm, la possibilità di riaprire al pubblico i teatri dal 27 di marzo. Il futuro? Sono sicuro che, come è successo questa estate, quando lavoreremo con il pubblico supereremo tutte le amarezze passate. La musica sarà sempre un messaggio di grande impatto emozionale, ma ancora più forte a livello culturale».

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