Italy

M5s, Di Battista: “L’alleanza strutturale con il Pd per noi è la morte nera. Il Movimento la vuole perché se no vincono gli altri”

“Penso che l’alleanza strutturale, così come la stanno chiamando, con il Pd sia per noi la morte nera”. Lo ha detto Alessandro Di Battista, in un’intervista che andrà in onda questa sera a Piazzapulita. Parlando della campagna elettorale per i ballottaggi, “Che ci vada Di Maio, che si è speso per queste alleanze territoriali, mi sembra più che sacrosanto. Quando vedo i risultati del Movimento all’interno di queste coalizioni non penso che siano risultati eccezionali”. “Soprattutto se si sta andando verso una legge elettorale proporzionale, perché ogni giorno fare interviste noi e il Pd, noi e il Pd?”, ha aggiunto. E “così facendo si andrà verso una direzione di indebolimento del M5S e si diventerà un partito più come l’Udeur buono forse più per la gestione di poltrone e di carriere. Non è quello per il quale ho combattuto”.

“Se tutti gli italiani dovessero percepire che M5s e Pd sono la stessa cosa, alla fine voterebbero l’originale. Ho l’impressione che il Movimento voglia fare delle alleanze perché altrimenti vincono gli altri. Questo ragionamento è perdente”.

Io non devo per forza fare carriera politica, se mi interessasse fare carriera politica mi allineerei a un pensiero all’interno del Movimento che è maggioritario, dominante, sarebbe più facile, vivrei più sereno. Se c’è la possibilità di dare una mano al movimento a determinate condizioni, che soddisfino le mie idee, una mia lotta contro l’establishment che non è finita. Solo io me la prendo con certi conflitti di interesse, con l’accentramento del potere mediatico, con gli editori impuri. Sono io che faccio queste battaglie, quasi in solitudine e il Movimento va verso un’altra parte, è legittimo, ma io ho altre idee”.

“Il problema principale del Movimento è l’identità, che si può ricostruire solo in maniera collegiale, permettendo agli iscritti, che sono i veri proprietari del M5s, di potersi esprimere per trovare una linea. Prima definiamo questa agenda politica”.

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