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M5S, Spadafora: «Conte deve accelerare sul nuovo Movimento Nella gestione attuale prevalgono le vendette»

Vincenzo Spadafora, in queste ore Giuseppe Conte ha parlato al gruppo della Camera. Ha detto che la sua investitura non vuole essere dall’alto, ma passerà dagli iscritti. Cosa ne pensa?
«È una occasione straordinaria per il M5S, per questo non possiamo logorare la figura di Conte con percorsi troppo lunghi o opachi. Un M5S forte con una leadership legittimata potrà indicare la strada per portare il Paese fuori dalla crisi economica, sanitaria e sociale e per disegnare il futuro. L’altra sfida sarà costruire una forza politica radicata sui territori e ben strutturata,per poter resistere e consolidarsi nel tempo senza ogni volta cercare un salvatore».

Nel gruppo c’è chi si lamenta per il fatto che Conte non abbia affrontato ancora alcuni nodi. È in ritardo?
«I tempi in politica sono fondamentali. Nei prossimi mesi ci attendono appuntamenti importanti: dalle elezioni comunali all’elezione del presidente della Repubblica. È urgente trovare un’identità nuova, affidabile e visionaria, superando le contraddizioni del passato e presentando un nuovo progetto politico, la struttura che lo guiderà, le alleanze e le proposte con cui recuperare il consenso, soprattutto dei giovani. Rinviare ancora significherebbe indebolire questo processo».

Ora vi chiedono di versare mille euro al mese. Molti vogliono garanzie politiche. Teme ci possano essere nuovi addii?
«Soprattutto alla Camera c’è il rischio di ulteriori fuoriuscite, o addirittura scissioni. Conte potrà rivendicare con forza di essere il leader del più grande gruppo parlamentare solo costruendo e alimentando la relazione col Movimento a ogni livello, dagli attivisti agli eletti nelle istituzioni locali e nazionali. Una bella sfida».

Beppe Grillo si è schierato per mantenere la norma del tetto dei due mandati, molti suoi colleghi così sarebbero a rischio.
«Io sono al primo mandato, non ho interessi personali, ma credo che questi anni ci abbiano insegnato il valore dell’esperienza e delle capacità individuali: si dovrà tenere conto anche di questi elementi».

Grillo ha frenato anche il ricorso al due per mille. È d’accordo o il M5S ormai è un partito come gli altri?
«Il Movimento è cambiato ma non per questo è diventato come gli altri. Il M5S ha imparato, pagando con un netto calo di consensi, che non si governa per slogan e che governare è cosa complessa e servono capacità».

Tra Rousseau e il gruppo parlamentare ormai è guerra aperta. Lei cosa pensa di questa situazione? E dell’idea di creare una nuova piattaforma M5S?
«Conte ha detto che la democrazia diretta continuerà ad essere un pilastro e che lui stesso dovrà ottenere una investitura ampia dalla base ma non è chiaro se ciò avverrà attraverso Rousseau, i cui iscritti rappresentano una piccolissima parte degli elettori del Movimento, o con nuove piattaforme. Credo sia necessario riflettere bene su modalità di iscrizione e partecipazione».

Lei prima di Pasqua ha difeso le correnti, sostenendo che dimostrano «voglia di testimoniare la partecipazione».
«Anche l’assemblea di ieri ha confermato che esistono esperienze e competenze che da tempo attendono di essere valorizzate. Sono emerse molte posizioni in contrasto tra loro; a Conte spetta una sintesi non facile. Tanto più che nella gestione attuale del gruppo parlamentare prevalgono ancora personalismi e vendette e manca una leadership che motivi e unisca».

Uno dei nodi da sciogliere per il M5S è il rebus alleanze per le Amministrative. Non candidare Virginia Raggi a Roma sarebbe un tradimento per i militanti M5S?
«Il tema cruciale delle elezioni comunali va affrontato in un quadro nazionale. È fondamentale accelerare sull’organizzazione interna per avere certezze su chi sarà chiamato a decidere».

Crimi a suo avviso è legittimato a svolgere il ruolo di «capo politico»?
«Crimi, da reggente, aveva la possibilità di utilizzare al meglio il tempo per innescare quel cambiamento necessario dopo le dimissioni di Di Maio. Purtroppo sono stati 14 mesi sprecati».

Come vede il Pd guidato da Letta? I nuovi M5S e Pd hanno troppe convergenze?
«Letta è molto equilibrato e di alto profilo culturale e politico. Lui e Conte possono essere le personalità giuste in questo momento. Entrambi saranno in grado di tutelare le distinte identità del M5S e del PD, pur contribuendo a costruire un percorso comune che possa competere con la destra di Meloni e Salvini».

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