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Magazzinieri licenziati dall’Inter, la Cgil minaccia la causa legale: “Offerta di lavoro inadeguata”

La Cgil non accetta l’offerta dell’Inter di spostare i tre magazzinieri licenziati in un’azienda di conducenti per autobus e minaccia un’azione legale in caso non si risolva la questione.

Si arricchisce di un nuovo capitolo la vicenda relativa al licenziamento di tre magazzinieri dell'Inter da parte del club che ha dato seguito alla "promessa" fatta nei mesi scorsi senza reintegrarli. In una nota, la Cgil di Milano ha fatto sapere che il tavolo di trattativa aperto con la società non ha portato, per il momento, ai risultati sperati.

La Cgil: L'offerta dell'Inter è inadeguata

Nella comunicazione del sindacato si legge che, dopo essere stati sospesi ed aver avviato una protesta civile con l'attenzione dei media, avevano ottenuto "dalla società l’impegno di ricercare una soluzione sostenibile". Purtroppo, si legge ancora, "convocati nei giorni scorsi insieme alla Cgil, l’azienda ha formulato una proposta che non è accettabile, dimostrando mancanza di volontà di risolvere il problema e scarsa attenzione al destino delle persone coinvolte". Secondo il sindacato l'offerta dell'Inter di tradurli come autisti di autobus per una società di trasporti sarebbe risultata inadeguata perché "non compatibile con le professionalità e l’età dei lavoratori (ultra cinquantenni), tra l’altro neanche in possesso della patente necessaria", oltre che per "una retribuzione drasticamente ridotta" e un "periodo di prova". In alternativa all'offerta di lavoro, la Cgil ha fatto sapere che l'Inter avrebbe proposto "un incentivo economico insufficiente a garantire un minimo di serenità nel periodo di ricerca di un nuovo lavoro".

Il sindacato: Pronti ad azioni legali contro il club

Il sindacato ha quindi concluso la nota dicendo che, nonostante reputi "surreale questa vertenza", fa "un ulteriore appello alla società perché eviti di scrivere una triste pagine nella storia del Club", chiedendo l'impegno a ritirare il licenziamento o trovare un'alternativa accettabile. La Cgil ha detto che "in caso contrario avvieremo immediatamente le azioni legali per impugnare i licenziamenti".